Farmaci e screening in Sudan Il dono della Nostra Famiglia

Tra i volontari del piano di sostegno sanitario in Africa ci sono anche due ex primari L’istituto ha ottenuto il contributo regionale 

CONEGLIANO. È stato presentato nei giorni scorsi in municipio a Conegliano il progetto di cooperazione internazionale “Sud Sudan: uno sguardo verso il futuro” realizzato da Ovci la Nostra Famiglia e cofinanziato dalla Regione Veneto. Erano presenti all’illustrazione del progetto l’assessore municipale Sonia Colombari, Sonia Brescacin, consigliere regionale (ed ex sindaco di San Vendemiano), Alda Pellegri, sovrintendente dell’Associazione “Nostra Famiglia”, Emanuela Vittor, già volontaria nel lontano Paese africano, e Luca Rossetti, che è il coordinatore dei progetti. «Il diverso non è un nemico ma una persona come te» ha detto Vittor, sulla base della sua stessa esperienza. Ovci la Nostra Famiglia realizza progetti di cooperazione allo sviluppo a favore di persone - prevalentemente in età evolutiva - in situazioni di disagio sociale e disabilità attraverso interventi di: prevenzione, medicina di base, riabilitazione, formazione, assistenza sociale, educazione alla globalità. Il progetto cofinanziato dalla Regione, giunto ormai alle battute finali, nel suo obiettivo generale ha inteso favorire il miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti di Juba, degli sfollati interni con particolare attenzione alle fasce deboli e più vulnerabili. «Far crescere la professionalità: questo – ha spiegato Pellegri – è davvero il senso ultimo dei nostri interventi». Il progetto vede impegnate molte professionalità diverse, ognuno mette a disposizione la sua specifica competenza. Tra i volontari ci sono anche il professor Zamperoni, ex primario ortopedico, e l’anestesista Palugan. «E questo perché in quei Paesi avere aiuto sanitario – ha detto Pellegri – vuol dire sopravvivere». È stata, fra l’altro, sistematizzata ed implementata la fornitura di farmaci e test per screening a 9 dispensari che forniscono assistenza a circa 29.000 pazienti. E presso il centro di Usratuna sono stati accolti ed hanno ricevuto assistenza socio-sanitaria, in un anno, quasi 2000 bambini con epilessia. —

Francesco Dal Mas

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