Fa il test d’italiano per l’amico arrestato per truffa e falso

Esame di lingua per ottenere il permesso di soggiorno a lunga scadenza Ghanese si presenta al posto del connazionale: scoperto dai commissari 

MONTEBELLUNA. Il ghanese di 36 anni con residenza a Castelfranco era da tempo in Italia e quindi conosce la lingua, a differenza del suo connazionale di recente arrivo che invece poteva avere parecchi problemi nell’affrontare l’esame di lingua italiana ai fini della concessione del permesso di soggiorno a lunga scadenza. Così è andato lui alla prova d’esame, con i documenti dell’amico. Solo che, anziché sostenere l’esame, è finito agli arresti con l’accusa di falsa attestazione e truffa.

L’esame di italiano

L’altro pomeriggio alla scuola “Dante Alighieri” a Montebelluna erano in programma gli esami di verifica del grado di conoscenza della lingua italiana da parte di stranieri interessati al conseguimento del permesso di soggiorno a lungo periodo. Al lavoro una commissione nominata dal ministero della Pubblica istruzione. Solita la prassi: venivano chiamati i vari iscritti e controllati i documenti prima di passare all’esame. E quando è stato chiamato un cittadino ghanese richiedente il permesso di soggiorno si è fatto avanti un 36enne, pratico della lingua italiana, ma con documenti non suoi. Aveva quelli del connazionale per conto del quale intendeva sostenere l’esame di conoscenza della lingua italiana. Evidentemente contava sul fatto che non facessero troppa attenzione alla fotografia o almeno alle differenze tra quella appiccicata sul passaporto e la faccia di chi si era presentato all’esame. Ma non è andata come sperava.

La scoperta

Quando i commissari se lo sono trovato davanti hanno avuto il dubbio che il documento presentato non fosse il suo, in pratica si era fatto identificare con documenti riconducibili al suo connazionale ma non erano i suoi e i commissari hanno fatto presto a capire che il 36enne, incensurato, residente a Castelfranco Veneto, aveva preso il posto del connazionale per sostenere l’esame al posto suo e assicurargli così il superamento dell’esame: per semplice amicizia o aiuto tra connazionali o dietro compenso? Non è stato possibile appurarlo l’altro pomeriggio perché il 36enne ghanese ha fatto scena muta quando sono arrivati a scuola i carabinieri. Infatti quando i commissari si sono resi conto che la persona che avevano davanti pronta a sostenere l’esame non era quella del documento di riconoscimento hanno telefonato alla centrale operativa della compagnia carabinieri di Montebelluna che a scuola ha mandato la pattuglia della stazione di Cornuda.

L’arresto

I carabinieri sono riusciti a risalire all’identità del ghanese, risultato essere un 36enne incensurato residente a Castelfranco, e hanno proceduto al suo arresto per falsa attestazione a pubblico ufficiale, in quanto i componenti della commissione d’esame con nomina ministeriale svolgevano in quel frangente il ruolo di pubblici ufficiali, e per truffa. E dopo l’arresto è stato trattenuto in camera di sicurezza a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Treviso, Anna Andreatta. E il connazionale che era stato sostituito? Lui nemmeno si era fatto vedere l’altro pomeriggio alla scuola a Montebelluna dove si tenevano gli esami e nei suoi confronti non è stato assunto alcun provvedimento, per ora. —

Enzo Favero

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