Export, la Marca va in rosso In un anno persi 90 milioni

Il trend peggiore è per i macchinari industriali, seguiti da moda e abbigliamento Mercati europei stabili, ma sono precipitate le vendite in Estremo Oriente
DE POLO AG.FOTOFILM . TREVISO CAMERA DI COMMERCIO, ASSEMBLEA UNIONCAMERE CON IL MINISTRO STEFANO PATUANELLI
DE POLO AG.FOTOFILM . TREVISO CAMERA DI COMMERCIO, ASSEMBLEA UNIONCAMERE CON IL MINISTRO STEFANO PATUANELLI

treviso. Anno da dimenticare per l’industria trevigiana, che alla voce export registra un segno negativo che non si vedeva da anni. È in rosso il bilancio delle esportazioni nei primi nove mesi del 2019, secondo il report della Camera di Commercio di Treviso e Belluno: da un anno all’altro si sono persi 95 milioni di mancate vendite, su una “torta” globale che vale circa dieci miliardi. Un anno fa gli stessi indicatori erano in positivo del 5,8 per cento, le parole d’ordine di quest’anno sono invece «stagnazione», «rallentamento», «sofferenza». Malissimo i macchinari industriali e l’abbigliamento, reggono le bevande. Se l’Europa in qualche modo tiene (vendite stabili rispetto al 2018) è l’Estremo Oriente a tradire gli esportatori trevigiani, con la Cina che crolla del 22 per cento, passando da 275 a 213 milioni di euro. Per Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio Treviso-Belluno, questo è il punto più basso di una crisi internazionale generata anche dalla tensione e dall’instabilità politica.

i settori

Dei 95 milioni di euro che mancano all’appello, ben 54 milioni arrivano dai macchinari industriali, il settore più colpito, penalizzato di dieci milioni di euro soltanto in Germania (e il dato non include ancora la crisi dell’automotive, che in Italia ha iniziato a picchiare duro soprattutto nel secondo semestre del 2019). L’abbigliamento perde il 5,9 per cento e risente delle crisi di due colossi come Tessitura Monti e Stefanel. Sono in diminuzione anche carpenteria metallica, prodotti in gomma e plastica, filari e maglieria. Resistono i prodotti alimentari (soprattutto il Prosecco), in crescita del 4,4 per cento), il mobile frena (meno 0,9 per cento) dopo la ripresa dell’anno scorso, quando la performance indicava una crescita del 5 per cento.

i mercati

Non si è registrato alcun effetto Brexit, anzi, la Gran Bretagna è uno dei pochi mercati a mostrare il segno più (da 685 a 720 milioni di euro). Nei mercati extra Ue non soffre solo la Cina: in calo a doppia cifra anche Hong Kong, Corea del Sud, Vietnam, e allargando il perimetro anche Israele, Egitto, Messico. Stati Uniti, Russia, Canada e India sono i Paesi con le performance migliori, ma non bastano a compensare il calo generalizzato.

il commento

«Continuiamo a soffrire» commenta il presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno, Mario Pozza, «continuiamo a risentire dell’incertezza globale che colpisce in particolare le vendite all’estero di macchinari industriali, legata a doppio filo al calo della domanda in beni strumentali. Posso solo sottolineare che l’andamento tendenziale delle esportazioni trevigiane non peggiora rispetto al bilancio che emergeva con i dati al primo semestre. Già questo è un segnale di tenuta. Ed è una dinamica che ci accomuna ad altri segnali che provengono dalle altre economie dell’area euro. Il punto di minimo dovrebbe essere stato raggiunto, in questo strano ciclo non di crisi né di crescita. Consideriamo anche lo strumento del canale e-commerce che permette di accedere a nuovi mercati e a modificare il proprio modello di business». —

Andrea De Polo

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