Ex Apomt venduta Ma per le banche non c’è ancora l’ok

Questioni legali all’origine dei ritardi che impediscono la riqualificazione dell’area. Il Comune resta alla finestra

MOGLIANO. L’affare Apomt è ancora bloccato per le perplessità delle banche: «Aspettiamo da un anno il via libera», spiega il presidente del consorzio ortofrutticolo Michele Favaro, «È ora che gli istituti di credito decidano altrimenti rischiamo di perdere i compratori». Un acquirente, per il vasto compendio immobiliare compreso tra via Toti dal Monte e il Terraglio, c’è già, con tanto di preliminare di vendita già firmato da mesi. A mettersi di traverso, per una questione legata alle ipoteche sugli immobili in questione, sarebbero due istituti di credito: Centromarca Banca e Banca della Marca, due banche di credito cooperativo che hanno offerto linee di credito proprio ad Apomt, cooperativa di produttori ortofrutticoli.

«Il valore complessivo dell’area», commenta Favaro, «è comunque importante, più passa il tempo più rischiamo di non poterlo realizzare e questo sarebbe un danno anche per le banche. Per questo speriamo che, dopo un anno di attesa, questa vicenda possa risolversi in tempi brevi».

L’affare milionario porterà denaro sonante nelle casse di Apomt e coinciderà anche con la fine di una storia iniziata in un’epoca ormai remota del Novecento moglianese. L’area in questione, infatti, comprende anche un pezzo di archeologia industriale come l’ex mercato ortofrutticolo sul lato est di via Toti dal Monte. Da qui, come testimoniato da alcuni suggestivi filmati d’epoca del ‘32, partivano convogli ferroviari con le tipiche pesche moglianesi (presenti anche nel gonfalone cittadino) diretti in tutta Europa. L’area è in disuso da molti anni e nel 2014 ha chiuso anche il vicino supermarket (con accesso diretto dal Terraglio). Gli ambiti 8 a, b, e c, del centro storico, inutile dirlo, hanno oggi enorme valore strategico.

Dopo il disimpegno di Apomt in favore di un gruppo di costruttori quale sarà il loro futuro? «Non è area vincolata», commenta il sindaco Davide Bortolato, «Il suo recupero può comunque essere un’opportunità, ancor di più se l’ex magazzino della pesche fosse ripristinato e concerso ad uso pubblico, un teatro, un centro culturale, un piccolo museo della civiltà contadina. Cercheremo per questo un dialogo con i futuri proprietari». —

Matteo Marcon

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