Addio all'asilo di Camalò, chiude dopo 70 anni di attività
Questo sarà l’ultimo anno scolastico dal 1956. Pesano denatalità e spese di restauro. Il timore della comunità

Non sarà soltanto una scuola a spegnere le luci, ma uno dei luoghi attorno ai quali Camalò ha costruito, per settant’anni, la propria identità.
La chiusura dell’asilo parrocchiale, prevista al termine dell’anno scolastico, lascia dietro di sé interrogativi che vanno oltre il destino dei 37 bambini attualmente iscritti.
A preoccupare è soprattutto ciò che questa decisione potrebbe significare per il futuro della frazione, già alle prese con le conseguenze del calo demografico e la progressiva perdita di servizi.
La comunicazione, arrivata durante un incontro con i genitori lo scorso 21 ottobre, ha colto molte famiglie impreparate.
Dal prossimo settembre i piccoli proseguiranno il percorso educativo alla scuola dell’infanzia di Santandrà, dove saranno trasferite anche le insegnanti. Una soluzione pensata per salvaguardare la continuità didattica, ma che non cancella il dispiacere per la scomparsa di una realtà profondamente radicata nel territorio.
Il problema, del resto, non riguarda soltanto i conti. Con gli iscritti passati da oltre cinquanta a trentasette e la sezione Primavera ormai priva dei numeri necessari, mantenere aperta la struttura è diventato economicamente insostenibile.
A pesare sono anche le esigenze di adeguamento antisismico dell’edificio, che comporterebbero ulteriori investimenti. La vicenda assume però un significato particolare se si guarda alle origini della scuola. Era il 1956 quando, grazie all’impegno di don Angelo Baggio e alla generosità di numerose famiglie, comprese quelle emigrate all’estero, prese forma un progetto destinato a diventare un riferimento per il paese. Un edificio che ospitava anche un laboratorio tessile e un cinema, nato per rispondere ai bisogni di una popolazione impegnata a risollevarsi dalle difficoltà del Dopoguerra.
Oggi quello stesso luogo rischia di diventare il simbolo di
un cambiamento difficile da accettare.
La preoccupazione riguarda anche le ricadute sulla scuola elementare, situata proprio di fronte e recentemente rilanciata attraverso l’introduzione del tempo pieno. Senza una scuola dell’infanzia in paese, anche il futuro delle iscrizioni alla primaria potrebbe risentirne. Il sindaco Nicola Collavo ha riconosciuto l’amarezza della comunità, evidenziando come la diminuzione delle nascite e i costi di gestione rendano sempre più complicato mantenere in vita strutture di questo tipo.
Un mese fa la vicina Ponzano ha ufficializzato, per le stesse ragioni di Povegliano, la chiusura delle elementari Gastaldo dalla fine dell’anno scolastico in corso.
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