Amministrative 2026 nella Marca: Castelfranco crocevia politico, centrodestra spaccato in tre Comuni
Sei Comuni trevigiani al voto il 24 e 25 maggio con Castelfranco unico comune con possibile ballottaggio. Centrodestra diviso a Spresiano, Ponte di Piave e Vidor, sfida a tutto campo nel comune del Giorgione

Sei comuni alle urne, uno solo con il doppio turno, Castelfranco, terzo per popolazione della Marca e pure secondo azionista di Asco. Non sarebbe una tornata da barometro politico amministrativo, perché a votare hanno diritto circa 50 mila trevigiani, poco più del 6% del totale.
Eppure, anche politicamente, diventa un test atteso. Sono le prime consultazioni sui territori dopo regionali e referendum, che hanno ripristinato in Veneto gli equilibri interni del centrodestra rovesciati in precedenza da politiche ed europee.
Ma soprattutto, le dinamiche locali e provinciali dell’ultimo anno stanno rendendo più complesse ed indecifrabili le diverse partite delle sei sfide, anche quando parevano annunciate o quasi.
Castelfranco
Riflettori puntati sulla città del Giorgione – ovvio – dove Stefano Marcon ha concluso il secondo mandato reggendosi su un solo voto in più, perdendo pezzi della sua maggioranza.
E oggi i dissidenti ed i malpancisti dell’urbanistica sono la chiave di volta della consultazione, perché approdati alla sponda dello sfidante civico-riformista Daniele Manente, delfino dell’ex sindaca civica Maria Gomierato, oggi calendiana. Il centrosinistra, che aveva perso per qualche centinaio di voti nella precedente consultazione, spera nel sorpasso, con un volto nuovo come Maria Ghimenton, ma deve fare i conti con un quadro più articolato e non più scontato.
Da un lato il rilancio – una sorta di “all in” di Stefano Marcon, che ha spiazzato persino il suo Carroccio candidando il tecnico e fedelissimo Luca Pozzobon, anticipando i possibili veti incrociati tra Lega e Fratelli d’Italia (i meloniani chiedevano il candidato), dall’altro l’appeal di Manente. E come non bastasse, il candidato vicino ai no vax, Paolo Ceschini, galvanizzato dal boom delle recenti regionali di Szumski & co, e l’outsider Diego Giovine, già meloniano, ora civico e pasdaran della sicurezza.
Spresiano
Il centrodestra non sarà invece compatto a Spresiano dove Lega e Forza Italia non hanno accettato la corsa civica dell’uscente Marco Della Pietra (avrebbe voluto non esserci, ma è stato impallinato alle recenti regionali): entrato da qualche anno in FdI, sul piano amministrativo vuole restare civico doc.
La sfidante è Mariagrazia Sossai, leghista, mentre terzo incomodo, esponente dell’ambientalismo, sarà Andrea Dalla Villa, sostenuto anche dal centrosinistra.
Silea
Quadro ancora diverso – e tutto rosa – a Silea. L’amministrazione uscente di centrosinistra candida Angela Trevisin, assessora uscente nel solco di Rossella Cendron entrata in Regione.
Due le contendenti: l’avvocata Francesca Melotto, vicina alla Caritas, a capo di una civica che guarda anche a destra oltre al mondo moderato (e che ha giocato d’anticipo muovendosi prima delle rivali), e Debora Leonardi, docente e vicepreside, forzista, sostenuta dal centrodestra, qui compatto.
Ponte di Piave
Coalizione a pezzi, anzi con Lega squassata, a Ponte di Piave (niente simbolo del Carroccio per evitare imbarazzanti espulsioni a casa di Paola Roma).
E così ben 4 liste: il segretario della sezione leghista Stefano Picco, vice di Roma silurato in extremis, sfida i fan della neoassessora regionale, che candidano Matteo Buso. Ma attenzione alla ricandidatura di Alvise Tommaseo Ponzetta (in lista la figlia), e alla sorpresa di tornata, Arturo Miotto, ex dg della Bcc Monsiile.
Vidor e Chiarano
Duelli intestini anche a Vidor, fra ex sindaci (Albino Cordiali) che lancia il guanto ad ex assessori, come Gianna Vidori, (Lega e FI) e Nicola Zandò.
E duello a Chiarano: Mario Vescovi ci riprova, contro l’uscente leghista Stefano De Pieri.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso














