Sparite le uova di cigno nel laghetto di Salvatronda: è caccia agli autori

Le uova deposte da mamma cigno nella cassa di espansione di Salvatronda sono scomparse. I residenti sospettano un furto: vicino al nido trovati pezzi di legno bruciati, usati probabilmente per tenere lontani gli animali

Davide Nordio
Sparite le uova di cigno nel laghetto di Salvatronda
Sparite le uova di cigno nel laghetto di Salvatronda

Era diventato ormai un appuntamento atteso da tanti, ovvero la dischiusa delle uova dei cigni: ma quest’anno non ci sarà perché le uova deposte e già alla cova sono sparite. Siamo nel cosiddetto laghetto di Salvatronda, ovvero l’area naturalistica intorno alla cassa di espansione della frazione castellana: un luogo che nel tempo è diventato meta di tante persone amanti della natura e che è diventato l’habitat di molte specie animali come le folaghe e i cigni, quest’ultima una specie protetta. Il sospetto è che qualcuno abbia rubato quelle uova che fino almeno al 10 aprile erano allocate nel nido.

«L’area è oggetto di particolare attenzione di parte di un gruppo di residenti di Salvatronda – spiega uno di loro, Paolo Basso – che si impegnano, per quanto loro possibile, di mantenere decoroso questo ambiente. Come anche di tutelare gli animali selvatici che sono presenti qui. Ad esempio installando i cartelli di divieto di dare pane ai cigni, alimento estremamente dannoso per loro. Da frequentatori abituali ci eravamo accorti della deposizione delle uova di cigno, ma improvvisamente sono sparite, con tutta probabilità tra il 10 e l’11 aprile scorso».

I cigni nel laghetto di Salvatronda
I cigni nel laghetto di Salvatronda

Si esclude che questo possa essere stata la conseguenza della schiusa, perché si sarebbero trovati i gusci e si sarebbero notati i cigni neonati (di solito sono sei/sette) accanto ai genitori. Pare remota anche l’ipotesi di un predatore: «Per sua natura, il cigno difende energicamente il suo nido e le uova deposte – spiega Basso – Proprio in questo periodo quando c’è la deposizione e la cova, basta solo avvicinarsi anche inavvertitamente al nido e i cigni arrivano sul posto aprendo le ali in segno di minaccia».

L’ipotesi di furto è data anche dal fatto che vicino al nido sono stati trovati dei pezzi di legno probabilmente usati come fiaccole, visto che erano in parte bruciati: una modalità per tenere i cigni alla distanza. Non è chiaro il motivo per cui qualcuno avrebbe fatto sparire le uova: forse per collezionismo o semplicemente si è trattato di un atto vandalico.

«Purtroppo – conclude Basso – abbiamo constatato che tra le tante persone che vengono qui, soprattutto nelle ore serali, c’è anche chi si diverte a spaventare gli animali tirando sassi o altro. Un comportamento che si commenta da sé». 

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