Venticinque operai di Susegana in prestito all’Electrolux di Porcia: sindacati contrari
La richiesta di trasferire temporaneamente 25 lavoratori da Susegana a Porcia riaccende le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento trevigiano. Il caso sarà affrontato al tavolo del Mimit

Nuovo allarme per l’Electrolux di Susegana. La direzione dello stabilimento di Porcia ha chiesto “in prestito”, quindi in trasferta temporanea, ben 25 lavoratori delle linee di montaggio dei frigo, probabilmente per concludere delle commesse urgenti. La trasferta, che sarebbe indennizzata, è comunque programmata sino a fine anno.
La direzione di Susegana ha convocato le Rsu informando sulla “novità”. La risposta è stata un secco no. La proposta arrivata dalla sede pordenonese ha colto tutti di sorpresa: sia perché il piano industriale prevede 1.719 esuberi, di cui 310 a Susegana e 210 a Porcia (operai, senza contare quelli aggiuntivi degli impiegati), sia perché lo stesso piano è stato sospeso, su richiesta del Governo, per cui, dicono i sindacati, non vi dovrebbero essere iniziative di sorta. Ma per il sito trevigiano l’orizzonte si è rabbuiato.
«Le Rsu hanno detto di no alla trasferta», spiega Paola Morandin, delegata sindacale, «perché 25 lavoratori in meno significano di fatto il fermo di una linea produttiva. E noi, a Susegana, siamo già in crisi. Eravamo a quota 538.000 frigo come budget entro l’anno, ne abbiamo persi recentemente 6.000. E siamo nel periodo del picco produttivo. Se l’azienda pensa di poter chiudere un’intera linea, ciò significa che neppure a Susegana, sito dato per sicuro, le cose vanno tanto bene».
La direzione di stabilimento ha infatti integrato il calendario ferie con un’aggiunta di altri due giorni proprio in relazione ad una contrazione di commesse. Il tema sarà sollevato al tavolo della trattativa in programma martedì al Mimit, a Roma. «Abbiamo raccolto la preoccupazione dei rappresentanti sindacali dei lavoratori e», assicura il sindaco di Susegana, Gianni Montesel, che volerà nella capitale in rappresentanza dei 28 sindaci del comprensorio coneglianese, «chiederemo conto di quest’ultima “novità”, considerando che la prospettiva di un’ulteriore contrazione dei volumi, fino a 500.000 mezzi, potrebbe significare il destino di Susegana che nessuno di noi vuole».
Ciò che in fabbrica, sempre a Susegana, non si riesce a comprendere è tra l’altro la circostanza perché Porcia ha necessità di trasfertisti da Susegana se il piano prevede la dismissione progressiva di lavasciuga dallo stabilimento pordenonese. «Ci sono tanti “non detto” che non riusciamo a capire», afferma ancora Morandin. «Perché, ad esempio, non si è ritirato il piano dei 1.719 esuberi, di cui numerosi anche a Forlì, se in questo stabilimento si è proceduto alla riassunzione di un centinaio di lavoratori con contratto a termine, ai quali, tra l’altro, era stato appena detto che non sarebbero stati confermati».
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