Ecovandalo scarica rifiuti tossici, 26 mila euro di multa

Artigiano marocchino abbandona sacchi di rifiuti, contenenti anche sostanze tossiche, a Sant’Antonino. Ma la polizia municipale con una indagine serrata riesce a rintracciarlo. E ora l’uomo rischia l’arresto fino a due anni ma anche una multa fino a 26 mila euro, oltre a dover pagare le spese che sono servite per lo smaltimento dei rifiuti. È la stangata più grossa, in città, nei confronti di un ecovandalo, che evidentemente credeva di farla franca abbandonando i sacchi durante le festività di Natale. E invece così non è stato.

La polizia locale di Treviso, guidata dal comandante Andrea Gallo, ha individuato l’artigiano edile, residente a Spresiano, che aveva pensato di sbarazzarsi di alcuni voluminosi rifiuti in via Furo, all’incrocio con via Bampo, nel quartiere di Sant’Antonino. Ma i residenti hanno subito segnalato ai vigili urbani il “deposito” abusivo di immondizia, sacchi scaricati in strada di certo nelle ore notturne. E così polizia Locale e ispettori del consorzio Priula (il cui braccio operativo per la raccolta rifiuti è Contarina) hanno subito fatto scattare le indagini, per prima cosa provvedendo alla rimozione dei rifiuti, che sono stati analizzati permettendo di risalire al colpevole.

«Si tratta di oltre un metro cubo di vari rifiuti tra i quali imballaggi con fibra in carbonio, fusti di latta con residui di prodotti tossici, guanti, scarpe e indumenti da lavoro usati», dice il comandante Andrea Gallo, «Tutti i sacchi sono stati attentamente controllati ed è apparso chiaro che si trattasse di un abbandono da parte di chi esegue lavori di tipo edile». I vigili urbani hanno quindi incrociato i dati del materiale ritrovato con quello venduto da una ditta di Treviso: «Attraverso i codici di vendita è stato possibile risalire all’effettivo utilizzatore finale, un artigiano di origine marocchina residente a Spresiano», continua Gallo, «in questi giorni tornato in Marocco per le festività ma già convocato in comando per la denuncia penale». A suo carico infatti verrà aperto un fascicolo che sarà poi trasmesso alla Procura: l’abbandono di rifiuti da parte di ditte o imprese è infatti perseguito penalmente con sanzioni molto pesanti: l’artigiano rischia infatti una condanna e l’arresto fino a due anni più un’ammenda fino a 26 mila, oltre al pagamento delle spese che sono servite per lo smaltimento dei rifiuti. Sempre l’artigiano in questione verrà segnalato alla Questura per il suo permesso di soggiorno ma anche all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza per eventuali accertamenti di natura fiscale.

«La battaglia contro chi abbandona rifiuti è a 360 gradi», sottolinea Gallo, «Da un mese è stato infatti attivato un nucleo antidegrado con personale che opera anche con servizi in borghese per contrastare gli ecovandali e i privati che abbandonano sacchetti di rifiuti urbani». Anche i privati rischiano sanzioni molto pesanti: 400 euro in base al regolamento comunale. E sono già tre i verbali elevati nelle ultime settimane tramite fototrappole. Ma si può arrivare fino a 3000 euro in base alla legge sull’ambiente. —

A.Z.



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