«Dovete impiegare i lavoratori allo scalo aereo di Tessera»

Appello per dare una prima prospettiva ai dipendenti in cassa integrazione fino  a marzo 2021. Primo vertice  venerdì per fare il punto

«Siamo preoccupati per il futuro del Canova e per i 300 lavoratori in cassa integrazione. Chiederemo che vengano impiegati da Save a Tessera». Siro Martini, segretario della Uil Trasporti, è uscito dall’incontro avuto venerdì con Save-Aertre con il volto tirato. Le prospettiva di riapertura dello scalo si allontanano – a marzo 2021? – e la centralità di Tessera nello scenario post Covid non lascia tranquilli sindacati e lavoratori. «I voli dirottati a Venezia avrebbero di fatto garantito il 50% dell’attività dello scalo trevigiani, e quindi si sarebbe potuti occupare almeno la metà dei dipendenti di AerTre, oggi in cassa integrazione», dice Martini. Durante l’incontro di venerdì a cui hanno partecipato le sigle sindacali dei trasporti anche di Cgil e Cisl, sono state chieste rassicurazioni – e soprattutto un orizzonte temporale - in merito alla riapertura del Canova, «ma sui tempi ci hanno detto che la risposta certa arriverà solo a settembre», aggiunge Martini. AerTre intanto ha prolungato la cassa integrazione per tutti i 300 dipendenti fino a marzo 2021. «Abbiamo fatto una serie di domande a Save/AerTre senza avere risposte esaustive. Abbiamo fatto presente che in questa vicenda Save mostra tutto l’interesse che i voli siano dirottati su Venezia, per questo crediamo che si debba parlare chiaramente», aggiunge Martini. Preoccupazione anche dalla Cgil: «Ribadiamo l’importanza del mantenimento del Canova in quanto strategico per il territorio, fondamentale per l’occupazione diretta e per tutto il mondo del lavoro che ruota attorno allo scalo trevigiano» afferma Samantha Gallo in merito alla possibilità che la chiusura dello scalo si protragga oltre marzo 2021. —



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