Dopo le regionali, la centrifuga Manildo rimpasta la giunta

TREVISO. Dopo i mal di pancia della maggioranza, le contestazioni dei cittadini, i malesseri interni e, perché no, il pesante esito delle elezioni regionali, Manildo ha deciso di cambiare la giunta. Non i volti, quelli sarebbe troppo, ma le etichette, i ruoli, gli oneri. Fra referati e deleghe, due modifiche spiccano: Paolo Camolei perde l’urbanistica, che passa al sindaco, e se Grigoletto perfezionerà il processo della pedonalizzaione, la rivitalizzazione del centro storico toccherà al ticket Manildo e Camolei.
Il disegno di Manildo. A fare da regia a tutta l’operazione proprio il sindaco, che l’ha comunicata l’altra sera al tavolo politico della maggioranza - erano presenti Michielan (Pd); Franco Rosi (Treviso Civica); Renato Zanivan (sel); Gian Mario Bozzo (Per Trviso); Luigi Calesso (impegno Civile) – e poi ieri l’ha illustrata agli assessori, in una seduta di giunta di redistribuzione di deleghe. Ma l’idea forse è maturata nel tempo, complice anche la difficoltà di gestire in maniera puntuale investimenti, scelte operative e partite politiche.
I due nodi chiave. L’urbanistica viene frazionata in un assessorato. Camolei viene dimezzato, o per meglio dire sostituito da Manildo nella gestione dell’ “urbanistica generale”, incassando però al contempo la gestione dei “grandi contenitori” della città, una delle etichette create ex novo dal sindaco dopo la delega alla Smart city. Il vicesindaco Roberto Grigoletto, che fino ad oggi ha tenuto i piedi in mille uffici (forse troppi) viene alleggerito di “mobilità” e “ambiente” che passano rispettivamente al collega Ofelio Michielan titolare dei lavori pubblici (così com’era con la giunta Gobbo-Gentilini), e all’assessorato alla cultura di Luciano Franchin (anche qui esattamente come era ai tempi di Gobbo e e Gentilini). Grigoletto perde anche il settore rifiuti, che passa alla Gazzola nei rapporti con Contarina. La gestione del centro storico passa a Manildo e Camolei. Che abbiano pesato gli scontri di Grigoletto con i commercianti sulle Ztl? Che Manildo abbia voluto togliere le pentole dal fuoco?
Lavori divisi e alleggeriti. Il disegno del sindaco spacchetta poi lo stesso assessorato ai lavori pubblici di Michielan (che negli ultimi tempi aveva incassato non poche critiche dal Pd) affidando ogni opera a chi di competenza: scuole all’assessorato alla scuola, case popolari al sociale, strade ai lavori pubblici e mobilità e via così. Ognuno dovrà badare ai propri immobili. La dirigente Roberta Spigariol, molto discussa dalla maggioranza, dovrà interfacciarsi con più assessorati.
Casa, smart city, società. La centrifuga delle deleghe porti sotto l’ala del vicesindaco la gestione della “casa”, che adesso avrà come dirigente la Franzoso, fedelissima di Grigoletto come comandante dei vigili uscente. Il piano della smart city, sin qui del sindaco, passa all’assessore Liana Manfio, che dovrebbe gestire anche il pacchetto partecipazione e associazioni.
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