Digitale, da gennaio serve il nuovo decoder

Dopo il caos del primo switch off, ora se ne preannuncia un altro. Ad appena tre anni di distanza. Dal primo gennaio del 2015 sarà necessario dotarsi di un nuovo decoder per il digitale terrestre. Solo che nei negozi non si trovano ancora, e molte persone hanno già cominciato a richiederlo. «In negozio non ne abbiamo ancora», confermano da De Piccoli, in centro a Treviso, «non ce ne sono a disposizione. E non sappiamo quando arriveranno. Ma qualche cliente ce li ha già chiesti». Anche da Falcon sul terraglio il ritornello è lo stesso, «ce lo chiedono, ma ancora non ne abbiamo». Il caos sembra assicurato. Il costo? Minimo 40 euro. E molti solo tre anni fa ne hanno spesi almeno altrettanti per il passaggio dall’analogico al digitale. Una beffa poi per chi ha comprato una nuova televisione Hd negli ultimi mesi. Il decoder interno? Da buttare, almeno che non si accetti di perdere l’alta definizione. La spesa di 40 euro è assicurata anche per loro. Quindi attenzione a comprarsi una tv in questo periodo. Le associazioni di consumatori hanno già chiesto il rinvio al passaggio del nuove decoder, ma per il momento la data fissata per il nuovo “switch-off” è l’1 gennaio 2015. Da quel giorno, tutti gli apparati radiotelevisivi distribuiti in Italia, dovranno avere un decoder con la codifica DVB T2, per il passaggio a questa tecnologia di alcune trasmissioni televisive digitali terrestri. Il nuovo digitale terrestre promette molte migliorie: nuovi canali, maggiore qualità delle immagini, ampliamento dell’alta definizione e, forse, anche il 3D. Ma il problema semmai è che molte trasmissioni continueranno ad andare con la vecchia frequenza. Pertanto ci si troverà nella condizione per cui chi ha comprato un televisore per vedersi in alta definizione alcuni programmi sarà costretto a comprarsi il decoder. Mentre tutti gli altri, se si accontenteranno della “vecchia tv”, potranno, forse solo fino a luglio, continuare a tenere il vecchio decoder. «L’obbligo di inserire nei tv dei decoder con tale tecnologia», ha spiegato Pietro Giordano, presidente Adiconsum, «ci sembra prematuro se non si specifica anche la codifica da utilizzare. Alla luce degli elevati costi sostenuti dalle famiglie per il passaggio alla televisione digitale, non ha senso l’obbligo di far montare un decoder con una tecnologia che potrebbe non far vedere i programmi, obbligando poi all’acquisto di un decoder esterno. Inoltre, nessuna televisione italiana gratuita, compreso il servizio pubblico, trasmette in tale modalità e nessuna sperimentazione, visibile ai consumatori è in atto».
Federico Cipolla
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