Dekleva, casa sotto sequestro Ma suo padre ci può vivere

L’appartamento di Marcon doveva vivevano Lucia Manca e il marito Renzo Dekleva, condannato a 20 anni e sei mesi per l’omicidio della moglie, resta sotto sequestro, ma il padre dell’omicida, Luciano,...

L’appartamento di Marcon doveva vivevano Lucia Manca e il marito Renzo Dekleva, condannato a 20 anni e sei mesi per l’omicidio della moglie, resta sotto sequestro, ma il padre dell’omicida, Luciano, potrà usufruirne. Lo ha disposto il Tribunale del riesame di Venezia. A ricorrere ai giudici è stato proprio l’anziano padre. Con la sentenza di condanna per l’omicidio, il giudice aveva disposto il sequestro conservativo di metà appartamento per garantire il risarcimento dei danni a favore dei parenti di Lucia. Renzo e Lucia erano i «nudi proprietari» dell’abitazione, i cui usufruttuari erano i genitori di lui. Solitamente accade che sia l’usufruttuario ad abitare l’immobile e non i nudi propretari che ne rientrano in possesso alla morte del primo. Per l’avvocato Someda il giudice non avrebbe potuto sottrarre a Luciano Dekleva la possibilità di usufruire dell’appartamento. Per il giudice, invece, sulla base di una sentenza della Cassazione, nel caso ad utilizzare l’immobile siano i nudi propietari, l’usufruttuario perde il titolo. Il Tribunale del riesame, però, non la pensa così e, pur riconfermando il sequestro conservativo sulla proprietà, restuisce al padre dell’omicida la possibilità di usufruire della casa di Marcon.

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