Dall’archivio della Fervet un docufilm sulla sua storia

CASTELFRANCO. La storia della Fervet diventa un documentario: è l’idea del regista-giornalista veneziano Nic Pinton che mira a restituire la memoria di una presenza industriale che ha Castelfranco ha fatto la storia. «Tutto è cominciato – spiega – quando ho saputo che gli archivi comunali di Castelfranco conservavano anche l’archivio storico della Fervet. L’intenzione non è però solo quella di raccontare oltre cento anni di attività, ma piuttosto ciò che ha voluto dire per un’intera comunità, dando lavoro a oltre cinquecento operai nel massimo della sua attività».
Pinton non è nuovo a esperienze del genere: fondamentale il suo contributo, ad esempio, per capire che cosa ha voluto dire per Venezia il sito di Porto Marghera, dando origine a un centro di documentazione. La Fervet (Fabbricazione e riparazione vagoni e tramway) venne fondata nel marzo 1907 a Bergamo. Lo stabilimento, ai piedi del cavalcavia di borgo Padova, venne realizzato nel 1906 e inaugurato il 3 maggio 1908. Fu una delle prime fabbriche italiane per la realizzazione e trasformazione di carrozze ferroviarie. Ha continuato a lavorare nello stesso settore per oltre un secolo. Il tracollo iniziò nel 2009 quando un’importante commessa (900 carrozze) venne tagliata a metà senza preavviso da Trenitalia. L’azienda si ritrovò senza lavoro da svolgere e senza liquidità, visto che tutto era stato impegnato per comprare i materiali necessari a portare a termine l’appalto. I dipendenti (200 tra impiegati e operai) vennero messi in cassa integrazione, poi furono licenziati. Nel giugno 2013 il tribunale di Treviso dichiarò il fallimento. L’ultimo capitolo nel 2018, quando dopo cinque tentativi d’asta andati a vuoto, l’area di 92 mila mq è stata acquistata da Amg srl, che fa riferimento al patron di Progest, Bruno Zago, a un milione e mezzo di euro. «Il documentario – spiega Pinton – è il primo step per rivalutarne la storia, proseguendo con la catalogazione dell’archivio e quindi con la creazione di una mostra permanente. Volendo raccontare che cosa ha voluto dire per la città, non mi sono limitato solo all’archivio comunale ma ho raccolto le testimonianze degli ex dipendenti e dirigenti. Mi hanno dato una mano Renato Cagnin, Antonio Parolin e Derio Guidolin. Fondamentale anche l’archivio della Cisl per tutto l’aspetto sindacale. L’idea è di creare un centro di documentazione simile a quello di Torviscosa, in Friuli, città creata attorno alla Snia che produceva seta industriale, la viscosa».
Il documentario è ormai a buon punto: nei giorni scorsi la giunta comunale ha deliberato una compartecipazione alle spese per quattromila euro. —
D.N.
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