Dalla zecca alla crisi Breda, il gioiello Cielle ammessa al concordato

Breda di Piave

Dai primi pantografi per l’incisione delle coppe è arrivata fino alla fornitura di macchinari hi-tech alla zecca di Stato brasiliana. Una parabola straordinaria, quella della Cielle di Pero di Breda di Piave, che da azienda artigiana è cresciuta fino a diventare uno dei protagonisti a livello globale nel settore. Dopo 42 anni, però, la crisi ha inferto un colpo durissimo: ora l’azienda ha chiesto e ottenuto l’ammissione al concordato preventivo al tribunale di Treviso. La società guidata da Luigino de Lazzari avrà tempo fino al prossimo 30 dicembre per presentare il proprio piano di ristrutturazione dei debiti che andrà sottoposto all’approvazione dei creditori. Se fallisse questa strada, potrebbero aprirsi quelle della liquidazione o del fallimento.

La storia

Fondata nel 1978 da Luigino de Lazzari, l’azienda si è specializzata nel settore sportivo producendo pantografi per targhette. Negli anni successivi ha ampliato l’offerta, allargando le linee produttive anche a macchine per l’incisione di grandi superfici: ha avviato così la produzione di macchine per pannelli pubblicitari e insegne di grandi dimensioni. Dai pantografi computerizzati alle macchine per incisione e marcatura laser, fino allo sviluppo interno di software: un’evoluzione continua, supportata anche dall’investimento di Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale che nel 2011 aveva rilevato il 45% delle quote societarie per 500 mila euro, uscendo poi nel 2017. La «costante ricerca di soluzioni all’avanguardia», come racconta il sito aziendale, aveva consentito a Cielle di farsi conoscere anche all’estero: in Europa con collaborazioni in Francia, Spagna e Russia, ma anche in Cina e in Brasile. L’ampiezza di gamma ha consentito all’azienda di esportare le proprie macchine in molteplici settori: incisoria, insegnistica, pelletteria, oggettistica, stampistica e accessori per la moda.

Libri in tribunale

La crisi degli ultimi mesi, però, è stata un banco di prova troppo duro, con il colpo di grazia dovuto alla pandemia: martedì De Lazzari ha portato i libri contabili in tribunale chiedendo l’ammissione al concordato, concessa giovedì con decreto a firma del giudice Bruno Casciarri.

L’appalto alla zecca

L’appalto da parte della zecca brasiliana, nel 2014, era stato probabilmente il punto più alto della parabola aziendale. Alla gara per la fornitura dell’impianto avevano partecipato veri e propri giganti mondiali della produzione di macchinari di precisione. Cielle, una quarantina di dipendenti, non si era fatta spaventare dalla concorrenza dei “colossi”: subito dopo la manifestazione di interesse alcuni agenti commerciali brasiliani, tecnici della zecca dello Stato, erano arrivati nei laboratori dell’azienda trevigiana per effettuare una serie di prove per testare la precisione, la velocità e l’affidabilità della macchina. Terminati i test, gli ispettori della zecca brasiliana hanno concordato tutte le modifiche richieste per la fornitura dell’impianto. Nell’arco di poche settimane, rispettando i termini di consegna, la macchina è stata costruita e spedita in Sudamerica nello stabilimento di Rio de Janeiro fornendo i punzoni necessari alla stampa. —



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