Crociata contro i cartelloni osè

L'assessore Miorin accusa: distraggono chi guida
L’assessore Leopoldino Miorin
L’assessore Leopoldino Miorin
«Manifesti troppo spinti? No, grazie. Non per motivi morali, ma di sicurezza stradale: distraggono i maschi alla guida». Parola dell’assessore Leopoldino Miorin, che contesta le pubblicità di intimo «eccessive» e lancia un appello «al buon senso delle agenzie di pubblicità». Non una crociata per aspetti etici e religiosi, ci tiene a precisare, ma per la sicurezza di chi guida, per prevenire il rischio di incidenti se l’occhio maschile cade dove non potrebbe. «Non è il contenuto di queste pubblicità a scandalizzarmi, certe cose sono apprezzabili anche esteticamente soprattutto da chi, sessantenne come me, ha vissuto tempi e costumi ben diversi, e poi basta guardare la tivù o aprire un giornale per vederne di tutti i colori - spiega Miorin, assessore azzurro all’arredo urbano oltreché ai lavori pubblici - ma a volte mi preoccupa la collocazione di questa pubblicità.


Ci sono posti, lungo la strada, in cui possono davvero creare disturbo a chi guida. Uno si distrae e rischia. Un po’ come quello che succede lungo la Pontebbana di notte, quando ci sono quelli che si distraggono a guardare le prostitute e provocano tamponamenti. Ecco, è la stessa cosa». Da qui l’appello alle agenzie di pubblicità a non esagerare. Un po’ sulla falsariga di quanto avvenuto a New York, dove un giudice nei giorni scorsi, dopo la protesta di un pastore protestante, ha censurato una pubblicità di sanitari a Times Square, condita da una sfilza di glutei femminili in bella mostra. «Diverse, però, le nostre motivazioni» insiste Miorin.


Un quartiere è già stato «bonificato» dalla pubblicità spinta: quello di via Caronelli, dove le suore qualche anno fa avevano denunciato la presenza costante di una pubblicità di lingerie vicino al convento. La pubblicità osé è stata bandita dalla strada. «Era una pubblicità di «Intimissimi», me la ricordo bene - spiega Miorin - e anche in quel caso, alla protesta per motivi di decoro delle religiose, ben comprensibile, secondo me si sommavano aspetti di sicurezza stradale. Il problema non si è più ripresentato, il nostro appello in quel caso ha avuto successo». E il Comune, tramite la società Conegliano Servizi, ha il potere di ridisegnare gli spazi da assegnare in città ai cartelloni pubblicitari, così ovviando ad altre situazioni ritenute imbarazzanti o «pericolose». Vita dura, in città, per la pubblicità troppo spinta.

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