Corre con la staffa aperta Camionista bloccato da un ex volontario
QUINTO. Ha percorso chilometri con una staffa aperta, rischiando di colpire le auto che provenivano in senso opposto. A scongiurare il peggio è stato Luciano Povegliano, ex componente della Protezione civile di Paese e appassionato ciclista, che si è accorto di cosa stava accadendo ed è riusciti a fermare il traffico e a far capire al camionista cosa stava facendo. «Avrebbe potuto essere una tragedia, è la stessa dinamica che anni fa uccise i bambini che si trovavano nella corriera di Maserada», dice Povegliano riferendosi all’incidente in cui, nell’84, persero la vita sette bambini. Il camion, pare un Fiat Iveco, mercoledì pomeriggio stava percorrendo la provinciale che collega Santa Cristina di Quinto e Badoere. L’autista però non si era accorto che una delle staffe utilizzate per dare stabilità al camion quando deve scaricare era ancora aperta. Ad accorgersene è stato ad alcune decine di metri di distanza Luciano Povegliano, che proveniva al volante della sua auto in senso opposto. «Ho sfanalato, gli ho suonato il clacson, ho fatto di tutto, ma non si accorgeva di nulla», riferisce. «Sono riuscito a rallentare e ad accostare su ciglio della strada, mi avrà mancato di 30 centimetri. Quando sono sceso sono riusciti a fermare anche gli altri mezzi che arrivavano dietro me». E per fortuna il camion non ha colpito nessuno, nonostante la staffa sporgesse di un’ottantina di centimetri. Quando l’autista ha visto però le auto ferme sull’altra carreggiata e Povegliano che gli faceva cenni con le mani, si è fermato. «Ma lo ha fatto decine di metri più avanti, non sono riuscito a prendere il numero di targa», prosegue Povegliano. L’autista dopo aver accostato, ha richiuso la staffa ed è scappato senza preoccuparsi di vedere se aveva fatto danni. «E’ stato un miracolo che non sia accaduto nulla, perché la staffa sarà stata a mezzo metro di altezza circa, avrebbe potuto squarciare le auto e uccidere qualcuno», conclude Povegliano. —
F.C.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








