Impianto illegale per catturare uccelli selvatici a Cordignano: denunciato bracconiere 80enne

Il controllo ha permesso agli agenti di scoprire un capannone attrezzato per la cattura dell’avifauna. All’interno erano state installate reti tipo «mist-net», per una lunghezza complessiva di 35 metri, utilizzate per intrappolare i volatili di passaggio. Nella struttura erano presenti anche esemplari di specie selvatiche protette da convenzioni internazionali

Diego Bortolotto
Uno degli uccellini rimessi in libertà
Uno degli uccellini rimessi in libertà

Un impianto illegale per catturare uccelli selvatici, con 35 metri di reti e sette richiami elettroacustici vietati, è stato smantellato dalla polizia provinciale nelle campagne di Cordignano.

L’operazione ha portato alla denuncia di un uomo di 80 anni, ritenuto responsabile dell’attività di bracconaggio. Gli esemplari di fauna selvatica protetta trovati nell’impianto sono stati liberati e restituiti al loro habitat naturale.

L’operazione

Il controllo ha permesso agli agenti di scoprire un capannone attrezzato per la cattura dell’avifauna. All’interno erano state installate reti tipo «mist-net», per una lunghezza complessiva di 35 metri, utilizzate per intrappolare i volatili di passaggio.

Nella struttura erano presenti anche esemplari di specie selvatiche protette da convenzioni internazionali, rinchiusi in piccole gabbie e impiegati come richiami vivi per attirare altri uccelli. A rendere ancora più efficace il sistema contribuivano sette dispositivi elettroacustici, il cui utilizzo è vietato per questo tipo di attività venatoria.

L’intervento degli agenti della polizia provinciale di Treviso ha permesso di interrompere il sistema di cattura e mettere in salvo gli animali. L’ottantenne è stato denunciato. Ulteriori accertamenti dovranno fare piena luce sull’attività svolta e sulle eventuali responsabilità penali.

Il contrasto del bracconaggio

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto al bracconaggio portata avanti dalla polizia provinciale sul territorio trevigiano, con controlli mirati a individuare le pratiche illegali ai danni della fauna selvatica.

Un fenomeno che riguarda anche le aree rurali, dove gli impianti di cattura clandestini possono provocare danni alle popolazioni di uccelli, soprattutto quando coinvolgono specie tutelate dalle normative nazionali e internazionali.

«Ancora una volta, l’impegno e la professionalità della nostra polizia provinciale si dimostrano fondamentali nella tutela del patrimonio faunistico del territorio», ha dichiarato il presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel.

Controlli in tutta la provincia

«Contrastare il bracconaggio è una priorità assoluta per la salvaguardia della biodiversità e per garantire il rispetto delle normative a protezione degli animali. Continueremo a vigilare con la massima attenzione per stroncare ogni forma di illegalità in questo settore».

La Provincia conferma così la prosecuzione dei controlli contro le attività illecite legate alla cattura e alla detenzione di animali selvatici. L’intervento di Cordignano si aggiunge alle segnalazioni già trasmesse alla Procura nell’ambito dell’attività investigativa nell'intera Marca Trevigiana.  

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