La disgrafia di Aliteia diventa luce tra i canali e le vie di Treviso
Il progetto “We are our spoiler” di Alice Babolin, realizzato per la ventesima edizione di 4passi Festival, intreccia installazioni al neon e partecipazione sonora alla Pescheria, sul ponte dei Buranelli, lungo Calmaggiore e alla Loggia dei Cavalieri

Un grande occhio luminoso affacciato sull’acqua della Pescheria, parole sospese tra i palazzi di Calmaggiore, una scritta che si deforma nel riflesso di un canale e un arco che prende vita al passaggio delle persone.
Fino al 9 novembre, “We are our spoiler” attraversa il centro storico di Treviso con quattro installazioni dell’artista Aliteia (Alice Babolin), in occasione della ventesima edizione di 4passi Festival, dedicata al tema “Spoiler Immaginare il futuro è ancora possibile”.
Alla Pescheria e sul ponte dei Buranelli
Alla Pescheria, “Close your eyes to see flowers” presenta un grande occhio luminoso blu, all’interno del quale piccoli fiori di luce sembrano emergere dall’acqua. La frase, “Chiudi gli occhi per vedere i fiori”, mette in relazione percezione e immaginazione. I fiori richiamano la biodiversità fragile e spontanea, ma anche persone, emozioni e possibilità che rimangono ai margini dell’attenzione. L’occhio diventa una soglia simbolica, attraverso cui ripensare ciò che abitualmente consideriamo visibile.

Al ponte dei Buranelli, “Don’t trust the surface” si costruisce intorno al rapporto tra una scritta luminosa sospesa sull’acqua e la sua immagine riflessa. Il movimento del canale altera le lettere, frammenta le parole e rende instabile la loro leggibilità. Questa distorsione concreta introduce una riflessione sulla circolazione delle informazioni e sulla distanza tra apparenza e verità. Notizie, dati e opinioni richiedono attenzione e capacità di verifica. L’acqua diventa così parte attiva dell’opera, rendendo visibile la necessità di esercitare uno sguardo critico.
Lungo Calmaggiore e alla Loggia dei Cavalieri
Lungo Calmaggiore, verso piazza dei Signori, “I’m not perfect, I’m a person” si sviluppa attraverso due grandi scritte luminose sospese tra le facciate dei palazzi. La frase si compone progressivamente nel movimento dei passanti: dalla dichiarazione di imperfezione, “I’m not perfect”, all’affermazione di identità e dignità, “I’m a person”.
L’opera nasce all’interno di “The Ballad of Human Mutations”, il progetto multidisciplinare di Aliteia dedicato ai corpi non conformi, alla fragilità e alla possibilità di rendere visibile ciò che abitualmente viene nascosto. La grafia irregolare dell’artista rafforza il contenuto del lavoro, sottraendo l’idea di identità ai modelli di perfezione e uniformità.

A completare il percorso, dal 4 novembre alla Loggia dei Cavalieri, “We our spoiler” introduce una dimensione direttamente partecipativa. Una grande struttura luminosa a forma di arco-capanna, sormontata dalla scritta al plurale “We are our spoiler”, invita il pubblico ad attraversare una soglia. Il passaggio delle persone attiva una composizione sonora realizzata a partire da una poesia creata e interpretata dai ragazzi, accompagnata da una base costruita con i suoni della città e della natura trevigiana.
L’artista Aliteia
Aliteia, nome d’arte di Alice Babolin, è un’artista italiana la cui ricerca attraversa fotografia, scultura, installazione, performance, scrittura e pittura. Il suo lavoro indaga fragilità, differenza, corpo e autodeterminazione.

Il progetto multidisciplinare The Ballad of Human Mutations è stato presentato in diverse sedi espositive italiane, tra cui la Fabbrica del Vapore di Milano, la Gamc di Riccione, la Fondazione Banco di Napoli e la Sala del Basolato di Fiesole. Nel 2026 la sua ricerca è stata presentata nell’ambito di Basel Social Club, durante la settimana dell’arte di Basilea, ed è stata selezionata per Diffusissima Torino Art Week.
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