Occupazioni e violenze, l’allerta dilaga anche a Treviso
Nelle chat di molti studenti il tam tam che annuncia azioni. La condanna del presidente del Veneto Alberto Stefani

Mentre circolano volantini annunciando altre possibili manifestazioni studentesche come quella dle 16 ottobre scorso, in queste ore molti studenti delle scuole superiori della provincia stanno ricevendo gli inoltri di messaggi di allerta legati alla possibile organizzazione di “occupazini violente”, come anche di “violenze sulle ragazze”.
Sono messaggi che replicano quelli pubblicati su vari social e che avrebbero come area di riferimento il cremonese, ma che non fanno altro che alimentare la tensione che si respira in questi giorni dopo gli scontri a Milano e Torino, forse ispiratori del raid contro il negozio Tigotà a Treviso, attuato da una quarantina di ragazzi.
Succede a Treviso, tra il liceo Canova, il Duca degli Abruzzi e le superiori a Castelfranco, e a macchia d’olio in tutta la provincia a suon di condivisioni. Come anche nel vicentino e in tanti istituti superiori del Veneto. Le autorità raccomandano di rompere la catena e non ricondividere ma a intervenire per stroncare queste azioni e la diffusione di questi contenuti è stato anche il presidente del Veneto, Alberto Stefani.
«Non chiamiamole scherzi o bravate» ha sottolineato oggi Stefani, «quelle che circolano sulle chat di migliaia di studenti veneti sono minacce alla libertà e alla sicurezza delle donne. Respingiamole con rabbia, senza distinguo o esitazioni, specie perché sono indirizzate alla fascia di popolazione più sensibile e più preziosa della nostra comunità. Come Regione siamo al fianco di tutte le agenzie impegnate nella sfida educativa e lo saremo sempre di più, per salvaguardare i nostri giovani e dare a chi lo merita opportunità di crescita umana, culturale e sociale. Allo stesso tempo, non faremo un passo indietro di fronte alla barbarie cui stiamo assistendo in questi giorni.
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