Consorzio unico del Prosecco Caner rilancia, produttori divisi

Il Prosecco Doc e Docg vuole conquistare nuovi mercati, magari asiatici? Federico Caner, assessore regionale al commercio estero, oltre che al turismo, non ha dubbi: la promozione dev’essere unitaria, meglio ancora se i Consorzi di tutela si… consorzieranno.
la strategia
Caner lo suggerisce dalla platea della storica Fiera agricola di Santa Lucia di Piave. Platea che lo applaude, in segno di consenso. Soprattutto quando, esemplificando, evidenzia che ai consumatori cinesi, come in genere a quelli esteri, poco o nulla dicono le differenze tra Doc e Docg. «Differenze che vanno mantenute, perché identitarie, ma che potrebbero coesistere anche in un’unica realtà» precisa Caner, consapevole del dibattito che il tema suscita, per cui conclude saggiamente: «Ovviamente la scelta spetta ai produttori».
base spaccata
E si sa, quelli della Docg, specie della viticoltura eroica, delle Rive, non ne vogliono proprio sapere. Ecco perché alla “provocazione” seppur prudente di Caner, il presidente di Coldiretti Treviso, Giorgio Polegato, risponde che il tema è delicato ed ha necessità di essere ponderato con quella saggezza che i vignaioli sanno dimostrare. Certo è che anche per Polegato che c’è bisogno di sinergie, perché – afferma – «da soli non si fa da nessuna parte». Alla presentazione del Rapporto Docg 2018, l’altro ieri a Conegliano e Solighetto, gli esperti del Consorzio Conegliano-Valdobbiadene avevano già evidenziato con insistenza il differenziale dei prezzi tra Doc e Docg, rassicurando che non si sta affatto riducendo. Il presidente degli agriturismi Terranostra Diego Scaramuzza ha sostenuto che queste aziende devono diventare i veri imprenditori del territorio. «Ma - ha aggiunto - è assolutamente necessaria una regia concordata e unica». Un tema su cui i consorzi stanno già lavorando (bene) insieme, da anni, è quello della lotta alla contraffazione, con una regia unica (Sistema Prosecco), anche a livello di tutela legale, per scovare le contraffazioni.
effetto unesco
Il convegno “Il contadino custode del territorio”, organizzato da Coldiretti Treviso, era di apertura della Fiera e l’assessore Caner ne ha approfittato per delineare le potenzialità Unesco. Oggi gli enoturisti sono circa 400 mila, nei prossimi anni – ha anticipato – potrebbero aumentare fino a raggiungere quota un milione, grazie anche alla ciclovia del Piave che collega le Dolomiti al mare. Il presidente Polegato ha dal canto suo sottolineato come il riconoscimento Unesco sarà una prova da affrontare nei prossimi anni, perché, in teoria, è un riconoscimento che si potrebbe anche perdere. «Sarà fondamentale stimolare operatori e associati attraverso una formazione continua e mirata. In questo contesto, gli agriturismi vanno considerati “ambasciatori” del territorio: tutto ciò necessita tuttavia, della costruzione di sinergie. Da soli non si va da nessuna parte».
vetrina sul mondo
Bruno Barel, docente di Diritto europeo all'Università di Padova, ha sottolineato come il Patrimonio Unesco vada inquadrato nel concetto più ampio di “patrimonio culturale”. Alberto Nadal, amministratore unico delle Fiere di Santa Lucia, ha invece posto «la sfida della sostenibilità, che attraversa anche l’agricoltura e la viticoltura in particolare, ma le stesse attività della Fiera di Santa Lucia. Solo così si potrà pervenire allo sviluppo di un turismo sostenibile -ha concluso - in grado di attrarre il maggior numero di visitatori da tutto il mondo». —
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