Conferenza sindaci Usl 9 Il Pd vuole il “ribaltone”

La conferenza dei sindaci dell’Usl 9 ha appena visto l’ingresso di Carola Arena, nuovo sindaco di Mogliano, al posto di Giovanni Azzolini. Adesso gli equilibri sono già cambiati: 3 esponenti di Lega e centrodestra (presidente è Paolo Speranzon, sindaco di Motta, che poi esprime come distretto anche l’assessore Romano Astolfo), e poi Francesco Pietrobon, sindaco di Paese) e 2 del centrosinistra, perché da un anno è entrato Silvano Piazza, sindaco di Silea.
Ma il centrosinistra è convinto che anche questo nuovo assetto non rispecchi affatto la realtà politica e amministrativa di Treviso, del suo vasto hinterland e dell’Opitergino Mottense.
Ne è convinto soprattutto il Pd, che ha varato nelle ultime settimane un piano per mette in discussione assetti ed equilibri dell’organismo politico dell’azienda sanitaria di Treviso, Oderzo e Motta, e chiedere presidenza e maggioranza dell’organo politico.
La segreteria provinciale del Pd avrebbe anche fatto i conti: a fronte di 17 comuni controllati dalla Lega o da giunte Lega-Pdl, ce ne sono ben 12 governati da centrosinistra, e altri 8 di liste civiche moderate o di centro, dove la Lega è all’opposizione (Breda, Meduna. Ma fin qui il conto è relativo ai municipi: se si passa al computo degli abitanti, non ci sarebbe storia. Oltre i due terzi dei 410 mila utenti dell’ Usl 9 sono governati da amministrazioni di centrosinistra.
Tutto è stato spostato dalle ultime tornate elettorali, che hanno visto lo spostamento a sinistra (o meglio, al centrosinistra) di Treviso, San Biagio, Mogliano, Preganziol, Ponzano e ancora di Monastier. Oltre alle riconferme di Casier, Roncade, Maserada, Carbonera. Nell’Opitergino il centrosisinistra non ha conquistato comuni, ma la Lega ha perso alcuni municipi.
L’offensiva del centrosinistra partirà verosimilmente dopo l’estate, anche perché in questi giorni la scena è dominata dall’incredibile balletto di Asco Holding, dove i partiti hanno ricevuto una sfida diretta dai sindaci, in modo assolutamente trasversale.
Ma l’argomento è stato al centro di incontri negli ultimi giorni, e raccontano che il dossier con la cifre su comuni e abitanti e colore politico dei municipi sia da tempo a sul tavolo di Giovanni Manildo.
Non a caso. Il Pd vuole che sia lui ad assumere presto il timone della conferenza dei sindaci – un anno fa aveva rinunciato ad entrare, lasciando la sola poltrona riservata al centrosinistra a Piazza, tanto più dopo che entra nel vivo la questione della nuova cittadella sanitaria, l’opera da 250 milioni di euro che è destinato ad ammodernare il Ca’ Foncello, il polo di riferimento regionale.
Il Pd e il centrosinistra chiederanno che Manildo diventi presidente della conferenza, a maggioranza di centrosinistra (3 contro 2). Una mossa che potrebbe cancellare anche il «marchio» di Motta di Livenza sulla conferenza, legata - oltre alle norme che vogliono i rappresentanti scelti in base ai territorio di distretto – anche alla presenza nel panorama sanitario trevigiano del polo riabilitativo di alta specializzazione di Motta di Livenza, da anni perno del sistema veneto, che ora la Regione vuol far tornare in ambito pubblico, dopo l’esperienza di sinergia privato- pubblica.
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