Conferenza in auditorium il docente è un condannato

A fine novembre aveva riempito la sala dell’auditorium delle Stefanini per una conferenza sui rischi del cyberbullismo, l’utilizzo consapevole di telefonini e tablet, rischi e potenziale dell’essere connessi. Un mese prima, il tribunale di Padova lo aveva condannato a otto mesi per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, derubricando l’iniziale accusa di estorsione. È l’ultimo caso che coinvolge Ca’ Sugana e suo malgrado, l’assessore alla Scuola Silvia Nizzetto, già messa sotto la lente per aver promosso le lezioni sull’autismo di una associazione ultracattolica negazionista, e gli incontri sulla cultura veneta fatti dai venetisti.
Lui è Zampier Zago, ingegnere informatico con residenza a Londra e autore, di recente, di un libro che ha destato molto interesse: “Manuale Sopravvivenza Genitori 3.0”, un vademecum per gestire lo sviluppo informatico dei figli e i rischi della navigazione in rete e nei social. Proprio per presentare il libro, «ma anche per fare informazione» spiega lui stesso, a fine novembre Zago ha chiesto e ottenuto da Ca’ Sugana la disponibilità dell’auditorium. Ca’ Sugana non ha pagato alcunché, ma ha concesso il suo logo all’evento rilanciato in rete proprio dall’assessore alla Scuola Silvia Nizzetto: «Un evento dedicato ai genitori sulla #sicurezzainformatica con l’ esperto ingegnere Zampier Zago» ha detto l’assessore.
Peccato che alla fine, sul palco delle Stefanini, Zago sia salito da esperto, ma anche da neo condannato a seguito di una denuncia per estorsione fatta al tribunale di Padova (e poi, come detto derubricata ella condanna).
A sollevare il caso anche il Pd, che con il capogruppo Pelloni domanda retoricamente: «Ma va tutto bene così in Comune a Treviso?».
Il primo a essere chiamato in causa è proprio l’esperto, che non si nega: «Sono stato condannato, è vero» ci ha risposto, «ma all’epoca della conferenza non mi avevano ancora notificato il provvedimento (che era di oltre un mese prima, ndr). Ad ogni modo mi dispiace se si crea imbarazzo, ma non mi vergogno assolutamente. Ricorrerò in appello contro una sentenza assurda, sono stato condannato per aver cercato di recuperare dei soldi miei, che mi erano stati presi da un truffatore conclamato. Detto questo» prosegue, «non credo che ai trevigiani interessi tanto questa questione che non ha nulla a che vedere con la mia competenza professionale ma riguarda la mia vita privata e mi vede, ribadisco, vittima».
A prendere le distanze dall’accaduto è anche l’assessore alla Scuola Nizzetto, che ammette: «Né allora né prima di adesso ero a conoscenza di questa condanna, magari si sarebbe scelto altrimenti, ma il Comune non era informato di nulla. Detto questo» prosegue, «l’iniziativa di Zago è stata interessantissima e seguitissima dai genitori che sono stati contenti di aver partecipato ad un incontro gestito con professionalità e molto utile a tutti». Zago poi ribadisce: «Io sono disponibile a continuare le mie lezioni (oggi non ce ne sono in programma a Treviso, ndr), credo che sia importante trasmettere determinati contenuti, se poi un domani a causa di questa sentenza ingiusta dovessero esserci imbarazzi, lungi da me volerne creare». —
Federico de Wolanski
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