Comune e Camera fuori Aertre Il tribunale: sì alla liquidazione

L’uscita dalla società che gestisce lo scalo entro metà 2020, dopo lunga causa Il piano varato da Manildo e Pozza. Il controllo del Canova tutto in mano a Save
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO AEROPORTO A. CANOVA
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO AEROPORTO A. CANOVA

Il Comune, dopo un contenzioso durato anni, ha ottenuto dal tribunale il via libera alla cessione delle quote in Aertre, la società che gestisce lo scalo trevigiano. Non appena verrà liquidata, e si parla ormai di pochissimo, la guida del Canova sarà interamente in mano a Save, operativamente (anche se già di fatto lo era) e formalmente, a partire dalla nomina del cda di Aertre. A uscire dalla società sarà infatti anche la Camera di Commercio.

fuori dalla società

La cessione delle quote di Aertre (2,6%) è un progetto avviato dall’amministrazione comunale nel 2014 - giunta Manildo - anche sulla scorta delle richieste di liquidazione fatte dalla Corte dei Conti in virtù della normativa sulle società partecipate. Il piano era stato approvato, ma dopo due aste deserte, a distanza di un anno e mezzo dall’avvio, si era arenato contro il no di Aertre a cui il Comune aveva chiesto di far liquidare la partecipazione al socio di maggioranza, Save (80%). Un muro che Aertre aveva eretto anche davanti alla identica richiesta fatta dalla Camera di Commercio intenzionata a uscire dalla società cedendo il suo 4,8%. Risultato? Tutto imballato fino a luglio scorso quando il tribunale ordinario di Venezia ha dato ragione alle istanze del Comune e della Camera di Commercio obbligando Aertre alla liquidazione.

Via in pochi mesi

L’amministrazione, stando ai calcoli degli uffici, conta di chiudere i suoi rapporti con Aertre per la metà del 2020 incassando circa 350 mila euro. Tempi simili anche per la Camera di Commercio che potrà incassare più o meno il doppio. Dopodichè? Save arriverà quasi al 90% delle società, ma non avrà più vincoli operativi e decisionali (mai ne avesse avuti) con Ca’ Sugana e piazza Borsa. Sarà libera di scegliere, e anche di nominare il direttivo di Aertre in cui fino ad oggi - in virtù di quel 2,6% - il Comune manteneva il privilegio di nominare il presidente. L’ultimo, in carica, è Marco Pinzi, scelto da Mario Conte, che potrebbe terminare il mandato prima del previsto proprio a seguito dell’uscita di Ca’ Sugana.

SAve al comando

Fino al 2014 la decisione di uscire da Aertre poteva essere controbilanciata dalla partecipazione del Comune in Save. Ca’Sugana infatti sette anni prima (2007) aveva ottenuto il 2,2% delle azioni della società di Enrico Marchi tramite il famoso “concambio” attraverso il quale aveva ceduto a Save il 35% di Aertre. «Si esce da Aertre, ma rimanendo in Save si ha voce in capitolo», si disse. Peccato che nel 2017, l’amministrazione ha deciso di accettare l’offerta di acquisto delle sue azioni veneziane fatta da Save stessa. Di fatto quindi, da quando Ca’ Sugana sarà liquidata da Aertre, l’aeroporto di Treviso sarà in tutto e per tutto “affare privato”, salvo il peso dei soci di minoranza di Aertre, irrisorio. Una situazione cruciale in virtù anche dell’attuale dibattito sul futuro dello scalo.

Il progetto bloccato

Il Comune quindi adesso avrà il compito di muoversi in tutto e per tutto come regolatore e non più come “socio interessato” in virtù delle sue partecipazioni azionarie. Un ruolo che a detta di alcuni permette maggiore incisività.

Federico de Wolanski

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