Comune di Treviso condannato: scoppia la battaglia dei lumini in cimitero

TREVISO. Quando si dice piove sul bagnato, a battere sul nervo scoperto dei lavori pubblici ci si sono messi adesso anche i lumini del cimitero Maggiore a seguito di un contenzioso legale iniziato nel silenzio del camposanto anni e anni or sono.
Erano i giorni dell’avvicendamento alla gestione delle luci votive del camposanto, passata all’allora Trevisoservizi che raccolse il testimone dalla Saie di Varese, a sua volta incaricata dal Comune dopo la rescissione del contratto con la Votiva Lux (che portò Ca’ Sugana al Tar). Bene, la Saie, dopo aver perso l’appalto, ha bussato alla porta del Comune chiedendo ben 148 mila di risarcimento asserendo fossero spese sostenute per rifare gli impianti elettrici, non previste dalla concessione ma resisi necessari per far funzionare tutte le luci votive del San Lazzaro.
Il Comune si oppose, ma l’anno scorso il tribunale di Treviso ha dato ragione alla società elettrica condannando il Comune al risarcimento dell’impresa. Una sentenza che l’amministrazione non ha accolto di buon grado, rifiutandosi di pagare e decidendo di costituirsi in appello.
L’udienza avverrà nei prossimi mesi, ma la Corte avendo letto il dispositivo del tribunale di Treviso, ha deciso di vederci chiaro e incaricato un consulente tecnico per verificare se il valore delle opere eseguite da Saie corrisponda effettivamente a 148 mila euro, ma soprattutto se la esecuzione delle stesse si era resa necessaria in tutto o in parte dalle «errate indicazioni sulla reale situazione degli impianti elettrici» come riportato in sentenza, o se invece «esse rientravano nelle opere a carico della concessionaria in forza degli obblighi assunti con la concessione e relativo capitolato di gara» come riferisce il Comune. —
F.D.W.
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