Computer, ricatto via web

Le nuove truffe corrono sul web. Si chiama Cryptoclocker il nuovo incubo di chi naviga in rete e anche a Treviso sta mietendo sempre più vittime nelle ultime settimane. Negli uffici della Polizia postale stanno arrivando numerose segnalazioni da parte di vittime residenti nella Marca. Il meccanismo è estremente semplice: l’utente web viene raggirato solitamente attraverso un messaggio inviato alla propria e-mail, in cui vengono fornite informazioni su presunte spedizioni Sda o Poste Italiane a suo favore.
Con il click sul link, presente nella mail oppure aprendo un allegato (solitamente un documento pdf) viene scaricata una variante del virus informatico. Si tratta di un software che rende illeggibili tutti i file presenti all’interno del personal computer e degli altri elaboratori connessi in rete, al posto dei quali si apre il messaggio. È a questo punto che generalmente si realizza il ricatto dei criminali informatici: una schermata richiede il pagamento di una somma di denaro di alcune centinaia di euro per riavere indietro i propri documenti. Un fenomeno che sta mettendo sempre più in difficoltà diversi trevigiani che in questo modo si sono fatti spillare alcune centinaia di euro per rientrare sostanzialmente in possesso dei file del proprio computer.
«È importantissimo non cedere al ricatto», sottolinea a radio Veneto Uno il dirigente della polizia postale del Veneto, Tommaso Palumbo, «e ciò non soltanto per motivi etico-morali: risulta agli investigatori della postale che quasi mai il pagamento del prezzo del ricatto restituisce i documenti “infetti”. Già decine di privati cittadini e di aziende, anche pubbliche, sono rimaste vittime di questo nuovo virus informatico che sta arrecando danni economici davvero importanti».
Quali possono dunque essere le misure per contrastare questa nuova minaccia informatica? «In primo luogo», continua Palumbo, «occorre avere il software installato nel proprio computer sempre aggiornato e munirsi di un buon antivirus. In secondo luogo è sempre buona norma avere un backup, ovvero una “copia d’emergenza” dei propri file. Infine, ed è forse il consiglio più importante, non bisogna mai aprire mail che riportano notizie di spedizioni non attese. Ad ogni modo, la Polizia di Stato e, segnatamente, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, specialità della Polizia di Stato che si occupa del contrasto al crimine informatico, sono sempre al servizio del cittadino per fornire informazioni e consigli sul punto».
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