Comitato scientifico vitivinicolo «Conegliano e colline al centro»

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CONEGLIANO. Presentato ieri, tra le mura dell’aula magna Renato Sartor dell’ex Convento San Francesco di Conegliano e con il sindaco Fabio Chies a fare gli onori di casa, il neonato Comitato scientifico Vitivinicolo di Conegliano: coordinati dal neoeletto presidente e consigliere regionale Alberto Villanova, il nuovo ente è formato da un pool di tecnici che mette al centro del proprio obbiettivo il far diventare Conegliano la città più importante del panorama vitivinicolo nazionale, attraverso lo sviluppo qualitativo, a 360°, del territorio Unesco e del suo vino per eccellenza: il Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg.

«La nomina ottenuta dalle Colline del Prosecco a luglio, come sempre detto, è solamente un punto di partenza», dichiara il presidente del nuovo comitato, Alberto Villanova, «ora la sfida sta nel far cresce il territorio, raggiungendo l’eccellenza in tutti i livelli. Il mio ruolo sarà quello di far giungere il nostro lavoro in Regione e da intermediario con i consorzi ed i cittadini.

Fondamentale sarà il saper creare un team coeso tra i comuni dell’Unesco e della “buffer zone”, abbandonando forme anacronistiche di campanilismo, con Conegliano che avrà, sia per la sua storia che per la denominazione del Docg, un ruolo cardine». «L’obbiettivo – continua Villanova – è quello di unire le realtà scientifiche vitivinicole locali, sviluppando progetti di ricerca e convegni per migliorare tutto quello che riguarda il mondo enologico, fornendo le armi necessarie per aumentare, la già alta, qualità dei vini di casa nostra: un territorio legato al Prosecco. Ad esempio, sarà nostro interesse cercare di far diventare il concorso EnoConegliano il massimo palco italiano in materia di vini». Un comitato, dunque, che vuole rimarcare con forza, come dichiarato pubblicamente più volte dal Governatore Luca Zaia, l’identità del Prosecco con le colline del Docg, in un periodo in cui è al centro delle discussioni, su input di alcuni produttori e della Confraternita di Valdobbiadene, l’abbandonare o meno il nome del vitigno nell’etichetta. «Credo che questa strada sarebbe controproducente per tutti –dice Villanova – ricordiamoci che il riconoscimento Unesco è stato ottenuto, e riporta proprio all’interno del nome Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. La scelta di eliminare dalle bottiglie il vitigno è di facoltà di ogni singola azienda, ma non gioverebbe a nessuno». Il Comitato scientifico Vitivinicolo di Conegliano, fondato il 5 luglio 2019, sarà composto da tre commissioni: una si occuperà di viticoltura, una di enologia e una terza tratterà quanto inerente ai rapporti con il territorio.

Tra gli enti costituenti vi fanno parte: il Comune di Conegliano con la vicepresidente Gaia Maschio, la scuola enologica Cerletti con la preside Mariagrazia Morgan, la Fondazione Enologica e Città del Vino presieduta da Floriano Zambon, il Crea, ex Istituto Sperimentale, l’Università di Padova con la professoressa Margherita Lucchin, docente della facoltà di Scienze e Tecnologie Viticole Enologiche ed altre del settore. Nella stessa giornata è stato presentato anche il nuovo sito per il turismo coneglianese. —

Riccardo Mazzero

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