«Clima teso a Premaor, dobbiamo smorzare»

MIANE. «Sono preoccupata per quanto accaduto a Premaor dopo l’ordinanza del Tar. In attesa di capire se l’incendio di sabato sera sia doloso o meno, mi rendo immediatamente disponibile a incontrare i comitati e i cittadini, perché è necessario rasserenare gli animi e chiarire le rispettive posizioni». Con queste parole d’apertura al dialogo l’onorevole Angela Colmellere, dopo che l’ordinanza del Tar ha rigettato l’istanza di sospensiva del Comitato contro il vigneto di Premaor, ha commentato l’incendio avvenuto a poche ore dal pronunciamento del tribunale, in cui un escavatore è andato bruciato a ridosso del cantiere contestato.
«Il Comune, come i privati», specifica Colmellere, che oggi siede tra le file della maggioranza comunale dopo i due mandati da primo cittadino di Miane, «ha diritto a difendersi e questo è stato fatto di fronte al Tar. Ora il problema si risolve abbassando i toni e avvicinando le posizioni. Tanto più che a fronte del rigetto dell’istanza del Comitato, il giudice ha statuito che il Comune debba fare i controlli sul cantiere, cosa peraltro su cui l’amministrazione non si è mai tirata indietro. Ora è giusto riportare la discussione a un piano civile, perciò incontrerò i cittadini quanto prima».
Tavolo di dialogo che tanto era stato invocato dagli stessi residenti – sin dai giorni di fine luglio quando i ben noti ottomila metri quadrati di bosco in via Rive furono spazzati via scatenando le proteste – che ora potrebbe finalmente imbastirsi, anche se si prevedono frecciate da entrambe le parti.
Fabio Magro, portavoce degli abitanti delle case che si trovano a pochi metri dai nuovi filari di Premaor, apprese le parole di Colmellere ha dichiarato : «È dal 25 di luglio che le porte delle nostre case sono spalancate per un confronto. Avremmo preferito, dopo mesi e alcune email alle quali non abbiamo mai avuto risposta, che il deputato avesse scelto vie più dirette per mettersi in contatto con noi, invece di utilizzare i media. Ben venga ogni forma di dialogo. Noi del comitato siamo sempre stati, e lo siamo tutt’ora, dell’idea che pur partendo da visioni opposte, con le parole si possa sempre trovare un compromesso per chiudere qualsiasi contenzioso con una stretta di mano».
Segnali che, dopo i fatti incendiari di sabato, sembrano rafforzare l’intento comune di rendere meno pesante un clima teso, che ormai persiste da troppi mesi e che i recenti avvenimenti non hanno di certo smorzato, con accuse di terrorismo da parte dei titolari del vigneto nei confronti degli ambientalisti. Ad aiutare a placare gli animi, nonostante le indagini sul rogo siano ancora in corso, potrebbe essere l’esito delle verifiche messe in campo dai carabinieri e dai vigili del fuoco. Gli investigatori al momento non hanno tracce evidenti che possano far ritenere che via sia il dolo all’origine dei fuochi. Prevista per i primi mesi del nuovo anno, invece, l’udienza di merito al Tar sulla legittimità o meno del nuovo impianto, che di certo farà ancora discutere. —
Riccardo Mazzero
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