«Città sott’acqua, colpa della rete di scolo»

Il sindaco: «Caditoie pulite, fiume basso: ma non ha retto il sistema di raccolta della pioggia. Servono 10 milioni per rifarlo»



Sabato in un’ora e mezza a Oderzo sono caduti 72 millimetri di acqua, una quantità rilevante che ha fatto sì che la città si ritrovasse nuovamente sommersa, dal centro alle frazioni. A pochi giorni dall’ennesimo episodio di allagamento del comune è forte l’esigenza di capire cosa è accaduto realmente, perché una porzione di centro storico – con tanto di portici – è finita miseramente sott’acqua. L’ultimo episodio che ha visto la città allagata, prima di sabato, è datato maggio 2019, quando nel centro del paese c’erano ben 40 centimetri d’acqua, non pochi i disagi per i residenti e i danni alle attività del centro storico.

L’acqua, anche se in misura minore rispetto a maggio, ha invaso nuovamente il centro sabato pomeriggio. Qualcuno ha subito puntato il dito verso la manutenzione delle caditoie, ipotesi che viene scartata con forza dal primo cittadino Maria Scardellato. «Quando si verificano questo genere di fenomeni la rete non riesce a tenere l’acqua, non è sufficiente», ha dichiarato con forza il sindaco Scardellato. «Non è stato di sicuro un problema di ostruzione delle caditoie: sabato era evidente che la rete era in pressione perché l’acqua saliva dai pozzetti. Non è stato un problema di ricevimento del Monticano in quanto fino a qualche ora prima il livello era basso, le chiaviche erano aperte e le idrovore funzionavano. È stata semmai l’ennesima dimostrazione che la rete di raccolta esistente è insufficiente».

Sabato sono state diverse le zone di Oderzo invase dall’acqua via Bosco Comun, via Cave, via Garibaldi, quartiere Marconi. Ma anche tutta la Sinistra Monticano – vie Casoni, Anafesto, Parise, Frassinetti, De Gasperi, Cristoforetti poi via Pordenone, via Padova e via Boarie e via Baite, poi via Amalteo, scuole Amalteo e piscine.Ma anche Fratta, Colfrancui e Gorgazzo. Una rete vetusta che non riesce a reggere alle bombe d’acqua che sempre più frequentemente si abbattono nel territorio.

«Andrebbe rifatta completamente, 50 anni fa non c’erano questi problemi perché le bombe d’acqua come quella di sabato erano rare», ha proseguito il sindaco. «Il clima è cambiato e la rete non regge, ci vogliono le risorse per poter risolvere il problema e non è una questione che si può affrontare dall’oggi al domani».

Ha concluso il primo cittadino: «Il piano delle acque che abbiamo adottato individua gli interventi necessari, ma per farli servono 10 milioni di euro che non abbiamo. Ricordo che le entrate proprie del Comune sono ridottissime e che i finanziamenti che otteniamo partecipando ai bandi sono sempre vincolati all’oggetto del concorso. C’è da augurarsi che escano bandi finalizzati a opere di questo tipo». —



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