Cinque anni fa un caso analogo a Vedelago l’incubo durò 2 ore

Vedelago. Aveva parcheggiato l’auto accesa, chiavi inserite, davanti al “Re del Gelato” in via Marconi a Vedelago. Dietro sul sedile posteriore della Touran nera di mamma Alice Lanaro, maestra d’asilo, stava dormendo Giulio, due mesi appena. Una commissione super veloce, pensò la donna. Non sapeva, Alice, che per lei stava per iniziare un incubo che durerà 90 minuti. Mentre il barista sta incartando il dolce da portar via, si sente una sgommata. Alice si gira, un secondo ed è già fuori. La sua Touran, con Giulio dentro, sta volando via, direzione Istrana. Un uomo al volante, un ladro di auto che non si è accorto che sul sedile posteriore c’è un neonato. “El ceo, el ceo” , urla disperata mamma Alice e il suo grido richiama tutto il paese.

È il precedente molto simile a quanto accaduto ieri a Candiana, nel Padovano. Siamo, come detto, a Vedelago, è il 14 novembre 2014. Dalla gelateria Alice avrebbe dovuto andare da nonna Nerina, che abita lì davanti, recuperare Viola, la figlia maggiore, di tre anni, e poi proseguire verso casa. I residenti di via Marconi si precipitano in strada. Uno di loro chiama i carabinieri. Il paese si mobilita. È caccia all’auto. La mamma con un’amica va in caserma. Tra le lacrime, continua a ripetere: «Cos’ho fatto, cos’ho fatto...». I carabinieri diramano l’allarme che raggiunge tutti i comandi. Si alza in volo l’elicottero che con il faro puntato a terra perlustra la zona. Il ladro s’infila in strade di campagna. Si accorge del bimbo e realizza: deve lasciare auto e soprattutto neonato. Imbocca una stradina a San Marco di Resana, sono le 21. Inchioda l’auto, raggiunto da un complice a bordo di un’utilitaria. Suonano al campanello di una casa: «C’è un bimbo dentro l’auto», dicono, e se ne vanno. La padrona di casa chiama i carabinieri: per mamma Alice l’incubo è finito, può tornare ad abbracciare il suo piccolo, che dormiva in auto e non si è accorto di niente. —



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