«Ciao Maria Vittoria, cuore ribelle» Una folla immensa per l’ultimo saluto

Un enorme e caldo abbraccio fatto di colori, canti, palloncini, fiori, piccole bandiere e fotografie. Più di mille persone unite nel sorriso di Maria Vittoria Salvadori, una comunità stretta attorno a una famiglia e al suo strazio. È quella che ieri mattina, nel parco sportivo a lato della chiesa di Visnadello, si è riunita per dare l’ultimo saluto alla 12enne morta lo scorso 9 agosto a causa di uno choc anafilattico provocato dalla grave allergia al latte. Sulla bara bianca, che spiccava su quello stesso prato in cui la giovane lo scorso mese aveva fatto l’animatrice del Grest, un letto di margherite e rose bianche, con dei girasoli e la scritta “Maria Vittoria cuore ribelle”. Lo stesso nome che i genitori Lina e Mauro hanno voluto per la onlus fondata in questi giorni, e pronta a dar vita a progetti di sensibilizzazione sulle allergie.
La folla
Ad accogliere il feretro della ragazza due file di palloncini blu e arancioni, i colori della “sua” contrada di Borgo Piazza (la stessa con cui collaborava durante il Palio di giugno), poi tantissima gente: gli amici di sempre, i compagni del Grest, la sua classe delle Martini di Treviso, i gruppi delle quattro contrade del paese, ognuno con le rispettive magliette colorate, assieme ad arbitri e organizzatori oltre a parenti e dipendenti delle aziende delle famiglie Salvadori e Manzan. Un gruppo di persone diventato tutt’uno, da un lato per ricordare una ragazza solare, aperta al mondo e alla vita, dall’altro per stringersi ancor di più, attorno ai suoi familiari. Ad officiare la celebrazione don Giovanni Stasi, amministratore parrocchiale di Visnadello e parroco di Lovadina, che aveva conosciuto Maria Vittoria proprio grazie alle attività del Grest. Accanto a lui don Paolo Scattolin, parroco di Villorba, e don Sergio Zanatta. Nell’assemblea, invece, il sindaco di Spresiano Marco Della Pietra ed il vice di Villorba Giacinto Bonan, i rappresentanti di Coldiretti oltre all’ex pallavolista Lorenzo “Lollo” Bernardi, amico di famiglia.
Il ricordo
«Aiutiamoci assieme a suturare questa ferita, a curare la cicatrice creata dalla perdita di Maria Vittoria» ha detto don Giovanni durante l’omelia, rivolgendosi poi direttamente a mamma Lina, che stringeva il piccolo angioletto di stoffa trovato casualmente poche ore dopo la morte della ragazza, e papà Mauro, «vi è stato strappato un pezzo della vostra carne. Ma sentitevi forti, avete tutt’attorno una comunità di persone: vorremmo poter continuare a vivere con voi, feriti sì, ma forti. La vitalità di Maria Vittoria, così, non sarà persa. Non c’è evento o tempo che possa cancellare i nostri tesori». Un tesoro, Maria Vittoria, che ieri si è impreziosito dei tantissimi colori che familiari ed amici hanno voluto far risaltare, assieme alle note del coro parrocchiale. Oltre alle magliette colorate delle contrade i ragazzi della parrocchia hanno indossato quelle dell’ultimo Grest ed i presenti, durante i canti dell’ultimo saluto, hanno agitato delle piccole bandiere bianche. Su un lato una fotografia di una sorridente Maria Vittoria, dall’altro un cuore rosso. E durante la cerimonia – in cui sono stati raccolti fondi a sostegno della Onlus Maria Vittoria cuore ribelle – canti di festa e gioia, a voler ribadire quell’immagine di «spirito libero, amante della vita» che – sin dalle prime ore dopo la sua scomparsa – i genitori di Maria Vittoria avevano utilizzato per descriverla. Ai canti e ai colori si è aggiunto anche il cartellone dei compagni di classe, con foto e messaggi di affetto verso la ragazza, che il mese prossimo sarebbe andata in seconda media, consegnato ai genitori.
I colori
Proprio loro, mentre le amiche leggevano una serie di messaggi in ricordo di Maria Vittoria, hanno lasciato andare in cielo dei palloncini colorati. Lasciati volare, qualche istante prima, anche dai rappresentanti di Borgo Piazza. Colori che si sono aggiunti all’azzurro limpido del cielo di Visnadello, in un arcobaleno da comporre. «Formalo tu e camminaci sopra, Maria Vittoria» hanno invitato gli amici della contrada, «e sarai sempre con noi». —
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