Ciano, Zanoni attacca e il caso va al ministero

«Fretta ed errori nel progetto delle casse di espansione» Il consigliere porta il dossier al sottosegretario all’ambiente 

CROCETTA. La questione del contestato caso delle casse di espansione nelle grave di Ciano è stata portata anche all’attenzione del sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morasut. Lo ha fatto il consigliere regionale Pd Andrea Zanoni: «Gli abbiamo anticipato tutti i nostri dubbi – afferma Zanoni – A breve avremo altri incontri in merito, mentre non escludo di far portare il progetto in commissione ambiente del consiglio regionale per capire finalmente le motivazioni politiche della scelta di un sito che ritengo il meno adatto alla soluzione del problema e chiedere interventi alternativi utili alla sicurezza e rispettosi dei territori e delle comunità locali».

Si tratta di un mega-progetto legato alla prevenzione del rischio idraulico, ma che nella zona interessata ha trovato tutti contrari: sindaci, comitati, maggioranze e minoranze. «La sicurezza del territorio e dei cittadini è fondamentale, ma a non può essere usata da qualcuno per compiere degli scempi ambientali che le norme non consentono – prosegue il consigliere regionale Pd – E questo è il rischio che corriamo con le casse di espansione di Ciano. Siamo di fronte a un’opera faraonica: quattro casse contigue per una superficie di 555 ettari, muraglioni alti fino a otto metri per una lunghezza complessiva di 13,5 chilometri, è prevista l’asportazione di circa 21 milioni di metri cubi di ghiaia, un costo di circa 65/75 milioni di euro, il tutto per convogliare circa 35 milioni di metri cubi di acqua in caso di piene».

Al di là dei numeri, secondo Zanoni, «è sbagliato avere tanta fretta, quelli che sollecitano le casse a Ciano sono gli stessi che in questi anni hanno consentito le escavazioni di milioni di metri cubi di ghiaia sul Piave, autorizzate con decine di singoli atti dagli uffici regionali del Genio civile: quali benefici hanno portato? Dove sono le valutazioni? C’è chi, come Legambiente, afferma che abbiano peggiorato la situazione: come si può ora parlare di una mega opera quando non sappiamo gli effetti di questi lavori già realizzati sul Piave?».

Zanoni chiama in causa la Regione, soprattutto l’assessore Bottacin: «Lo invito a non mostrare i muscoli attaccando associazioni, sindaci e deputati – afferma il consigliere del Partito Democratico – Farebbe meglio a studiarsi le leggi perché la soluzione che lui sta sposando è quella che più si allontana dalle norme del diritto comunitario e nazionale. Non si capisce perché scarti a priori il sito di Ponte di Piave, dove non ci sono aree tutelate da “Rete natura 2000”, non vengono previste escavazioni di ghiaia, a differenza di quella di Ciano, con 21 milioni di metri cubi da asportare e diversi milioni di euro di entrate in ghiaia come indicato nei documenti ufficiali. Purtroppo in questa vicenda stiamo anche pagando gli errori del presidente della Regione, Luca Zaia: non si possono dare le competenze della Protezione civile e quelle della tutela dell’ambiente allo stesso assessore, perché poi nascono dei conflitti di interesse, con tutte le questioni ambientali minimizzate e sacrificate sull’altare della sicurezza». —

Enzo Favero

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