Choc in paese: «Non è possibile La famiglia è un’istituzione»
BREDA DI PIAVE. Per il paese, l’arresto di Vito Romano e del figlio Pietro (il primo in cella, il secondo ai domiciliari) – è stato un autentico fulmine a ciel sereno.
La comunità è sotto choc, essendo i Romano non solo una delle famiglie più in vista del paese, ma un’autentica istituzione, non solo nel mondo del commercio.
Il padre di Vito, Tullio, gestisce la gioielleria di famiglia, nella centrale via Roma, con le altre due figlie. Vito ha però seguito una sua strada autonoma, avviando un’azienda che da moltissimi anni acquista orologi preziosi “dismessi” o guasti e li riporta a nuova vita, con la loro riparazione. Dunque pronti per essere reimmessi sul mercato, per la gioia di collezionisti e appassionati. La sua società avrebbe un negozio a Vicenza, e Vito è spessissimo all’estero. Nel suo settore, dicono in paese, si era conquistato una certa notorietà e autorevolezza.
« Non è possibile» è il commento di tutti. Ma chi vive in via Pasteur, l’altra mattina, aveva notato l’imponente spiegamento di forze: la Finanza era sopraggiunta sul posto con i rinforzi di auto di Carabinieri e Polizia, per la notifica dei provvedimenti di custodia cautelare. Raccontano che le Fiamme Gialle abbiano fatto uscire prevntivamente l’altra figlioletta, minorenne, prima di procedere materialmente agli arresti.
Romano, sposato con Laura Plateo, è stato anche sponsor e presidente dell’Ardita Breda fino al 2015, quando si dimise improvvisamente, rimpiazzato da Sandro Colladon, pare per il contrasto con la società, pare per la mancata fusione con OlmiCallalta, dopo l’accordo stilato fra i due club nel 2014. —
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