La chiusura del tempio Canoviano è poco segnalata: cinquanta turisti beffati
Niente visite per caduta intonaco, gruppo francese resta a bocca asciutta. Sul sito della struttura è indicato male lo stop agli ingressi

Turisti a bocca asciutta per la chiusura del Tempio Canoviano: una scena che si ripete ogni giorno dalla settimana scorsa da quando la chiesa è stata interdetta al pubblico a causa del distacco di pezzi di intonaco dalla cupola. Ieri è capitato ad un nutrito gruppo arrivato dalla Francia, ben cinquanta persone provenienti da Annecy, trovare le porte sbarrate.
E lo stesso è successo a decine e decine di potenziali visitatori arrivati alla spicciolata. Più che giustificabile una certa delusione. Sul sito del tempio, va detto, la chiusura è, mal, segnalata. Ma evidentemente non abbastanza; e non sui canali più utilizzati dai visitatori.
Purtroppo non c’è ancora una data per la riapertura: occorrerà infatti attendere l’esito delle indagini che richiederanno l’utilizzo di particolari attrezzature per andare in quota ed eseguire i controlli. Solo a questo punto si potrà capire se il problema è di lieve entità e pertanto risolvibile in poco tempo, come si spera, o se invece sia la conseguenza di una problematica più grave che finora non era emersa, come potrebbe essere qualche infiltrazione d'acqua dalla copertura del tetto.
L’allarme è scattato martedì scorso, quando si sono notate piccole porzioni di intonaco cadute a terra dalla cupola. L’Opera del Tempio, l’ente che sovrintende alla cura dell’edificio voluto, progettato e interamente finanziato da Antonio Canova, ha deciso per una chiusura a tempo indeterminato.
Questo ha comportato anche la sospensione delle celebrazioni delle messe che si tengono al sabato alle 18.30 e domenica alle 9: fino a quando non si potrà riaprire il Tempio in verranno celebrate nella chiesa parrocchiale di Cavaso e presso i padri Cavanis.
Il Tempio costituisce una delle tappe del percorso dedicato al grande scultore nel suo paese natale, insieme al Museo Gipsoteca, dove sono conservati i “gessi”, ovvero i prototipi delle statue realizzate da Canova e pertanto è meta di moltissimi visitatori, anche per la possibilità di salire sulla cupola, cosa che permette di ammirare uno spettacolare panorama sul territorio circostante.
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