«Chiamiamolo Terre di Canova ma anche Valcavasia va bene»

POSSAGNO. C’è chi suggerisce “Terre di Canova”, come il direttore del Museo Canova Mario Guderzo, come nome per il comune che nascerà dal matrimonio tra Possagno, Cavaso, Castelcucco e Monfumo, ammesso che il piano di fattibilità sulla fusione evidenzi più vantaggi che criticità. C’è chi, come il sindaco di Cavaso, Gino Rugolo, fa notare che «ci sono diverse possibilità, tra cui il nome Valcavasia, ad esempio». E poi arriva il critico d’arte Vittorio Sgarbi, presidente di Fondazione Canova, con la sua intuizione: «Terre di Canova ha una sua dignità, oppure si potrebbe chiamare Mon Castel Canova». Mon Castel Canova è un nome che Sgarbi, in pochi minuti, ha tirato fuori dal cappello: «In questo modo nel nome resterebbe “Mon” per Monfumo, “Castel” per Castelcucco, ma anche “Ca” per Cavaso. Resterebbe fuori solo Possagno, che è già compreso nel nome di Canova». Secondo Sgarbi si tratta di un’opzione da prendere in considerazione, perché «rimarrebbe la memoria di tutti i paesi».
Anche Valcavasia «è un nome che avrebbe un senso, perché accomunerebbe tutti i comuni, ma non sarebbe giusto imporlo. La scelta deve avvenire al termine di un percorso condiviso», precisa Rugolo da Cavaso.
Sembra già che, nel brainstorming collettivo alla ricerca del nome che conquista più residenti, la presenza di “Canova” sia ritenuta da molti un valore aggiunto. Ne è convinto Sgarbi, che vede il percorso verso fusione come «una strada da intraprendere perché farebbe nascere un paese più robusto», unendo un territorio che è conosciuto essenzialmente per Canova. Ne è entusiasta il direttore del Museo e della Gipsoteca Canoviana Mario Guderzo, che immagina già «grandi vantaggi per tutti dalla fusione». Unendosi sotto il nome di Canova, «personaggio di richiamo a livello internazionale», il quattro comuni potranno fare un upgrade. «Del resto ora i quattro comuni non hanno un’identità forte che li rende attrattivi per chi non ci abita, fatta eccezione che per Canova». Inoltre, «Castelcucco, che significa Castello di un cucco, cioè di un uccello del malaugurio, è un nome dispregiativo (in un paese che di positivo ha molto, a partire dalle virtù dei cittadini nella raccolta differenziata e dal decoro urbano ndr)», osserva Guderzo. «Trovo Terre di Canova una bellissima terminologia». Per ora i nomi più papabili sono dunque “Mon Castel Canova”, “Terre di Canova” e “Valcavasia”.
Secondo il sindaco di Possagno Valerio Favero «il nome verrà da sé, valorizzando le peculiarità del territorio». Quello che è certo è che la decisione dei quattro sindaci di agganciare i fondi per partire l’anno prossimo con il piano di fattibilità, raccoglie sempre più consensi. «Accogliamo con grande favore il rinnovato interesse per i progetti di alleanza e fusione nei Comuni trevigiani», dichiara Fiorenzo Corazza, vicepresidente di Assindustria VenetoCentro Imprenditori Padova Treviso, associazione nata dall’integrazione tra due associazioni imprenditoriali, che ben può testimoniare i vantaggi dell’aggregazione.
«Nel caso degli enti riteniamo che una maggiore scala dimensionale possa rendere più incisiva la rappresentanza della comunità locale. Inoltre, grazie anche agli investimenti in digitalizzazione, la fusione può migliorare l’offerta di servizi ai cittadini senza perdere la presenza diretta nel territorio». Da parte degli imprenditori «continuerà il supporto alle fusioni, che vanno incentivate e premiate con opportuni provvedimenti legislativi». —
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