Cent’anni dalla nuova fusione festa per le campane del paese

CAPPELLA MAGGIORE. Festa per i 100 anni dalla ri-fusione e, quindi, dal ritorno delle campane di Cappella Maggiore. Sottratte durante la Grande guerra e fuse per creare armi dagli austroungarici, le campane tornarono a suonare nel 1919. Domani, alle 11.45 presso il campanile di piazza Vittorio Veneto, il concerto con gli Scampanotadors Furlans che faranno suonare a mano le campane centenarie. Oggi alle 19, invece, nella sala Gacma di vicolo Giardino 2, l’inaugurazione della mostra “Campane a festa nel centenario della fusione”, aperta fino al 26 gennaio.

L’Editrice De Bastiani ha pubblicato anche un opuscolo storico. La mostra è curata da Amedeo Dal Fabbro ed è organizzata dalla galleria Gacma e dalla parrocchia di Santa Maria Maddalena. I bronzi, per la verità, un tempo erano cinque. Alcuni pezzi, sottratti agli austroungarici dalla gente del posto, sono stati salvati e custoditi; compariranno nella mostra, accanto a immagini d’epoca di quando gli austroungarici saccheggiarono i campanili dei diversi paesi. Le campane venivano smontate dai loro ceppi e fatte precipitare dai campanili senza nessuna cura, in modo che si rompessero all’impatto col terreno per poi facilitarne il trasporto. La speranza della gente di poter vedere tornare le proprie campane integre al termine del conflitto veniva così troppo spesso spenta sul nascere. —

F.D.M.



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