Barbiere espone olio da frittura sugli scaffali: «E’ per i capelli». Attività chiusa dai vigili

Il bilancio dei controlli della polizia locale di Castelfranco. Nel mirino due barberie e alcuni mini market. In un salone di bellezza un uomo senza alcun titolo sorpreso a tagliare i capelli ancora con il cappotto addosso

Davide Nordio
Controlli della polizia locale
Controlli della polizia locale

Due barberie, una completamente abusiva e una dove operava una persona senza alcun titolo, entrambe chiuse con sospensione dell’attività: ma anche 11 chili di prodotti scaduti ma in vendita e 246 articoli privi di marchiatura CE e dunque potenzialmente pericolosi: è questo il bilancio del mese di marzo del nucleo di polizia amministrativa della polizia locale di Castelfranco che ha avviato un piano di verifiche a tutela della salute dei consumatori.

Una ventina le attività cittadine sottoposte a controllo, di diversa tipologia tra minimarket alimentari, di oggettistica e sale di cura della persona tra Borgo Treviso e Borgo Pieve.

La prima delle due barberie era abusiva e priva di qualsiasi titolo per esercitare. Il registratore di cassa, seppur alimentato, non era nemmeno collegato ed emetteva scontrini senza alcun valore per l’Agenzia delle Entrate. Gli agenti hanno fatto uscire i clienti presenti e avviato contestualmente le procedure per la chiusura immediata dell’attività.

La seconda attività invece era regolare ma al suo interno era assente il titolare o altra persona qualificata: era invece operativo un cittadino straniero intento a tagliare i capelli a un ragazzo. Il giovane non aveva alcun titolo per lavorare ed esercitava l’attività indossando ancora il cappotto. Sugli scaffali erano presenti creme in cattivo stato di conservazione e persino una bottiglia di olio per frittura, la cui presenza è stata giustificata come strumento per la cura dei capelli.

Nei giorni successivi i controlli hanno riguardato anche alcuni minimarket cittadini, dove sono stati rinvenuti circa 11 chilogrammi di prodotti scaduti ma comunque posti in vendita, oltre a numerosi altri prodotti – sia alimentari che cosmetici – prevalentemente di origine orientale o asiatica, privi di etichettatura e delle informazioni obbligatorie per il consumatore, nonché della marchiatura CE.
In tali casi è stato addirittura impossibile comprendere la provenienza e il contenuto dei prodotti, e quindi verificarne la salubrità e la conformità alle normative europee e italiane. Tutto il materiale sequestrato è stato avviato alla distruzione.

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