United, dal campo ai social: così i calciatori influencer raccontano il glamour a Treviso
Giocano, vincono e mostrano i locali della città, ma non solo, Il fondatore Zanucco: «Promuoviamo il nostro territorio»

Se li incrociate tra i tavoli di un’osteria o mentre sorseggiano un calice di vino muniti di smartphone, potreste scambiarli per un gruppo di amici impegnati nell’ennesimo tour enogastronomico, o per dei food influencer. In parte è così, ma c’è molto di più.
Quelli del Treviso United sono, tecnicamente, una squadra di calcio a 8. Eppure, osservando i loro profili social da migliaia di visualizzazioni, sembrano tutto fuorché un club sportivo. Nato nel 2021, il club ha scalato le gerarchie del campionato di Calciotto Treviso, bacheca alla mano: una Serie B nel 2023, la Supercup nel 2024 e il double Serie A e Coppa Italia nel 2025.
Ad oggi la squadra si allena al campo sportivo La Gemma di Casier e gioca le partite a Morgano. Ma la parte sportiva si ferma qui: tanto sudore, tanto divertimento ma anche tanti video fatti proprio con i giocatori che si mettono a disposizione per raccontare la propria terra.
L’idea: dal calcio al food
Per Jonatas Zanucco, 26 anni, fondatore del Treviso United, i trofei sono solo una parte del racconto. «Siamo nati come squadra di calcio amatoriale e stiamo lavorando sulla nostra brand identity andando oltre il pallone, che è un aspetto di nicchia – esordisce Zanucco – effettivamente sembriamo tutto tranne che una squadra di calcio».
L’idea affonda le radici in un legame profondo: «Treviso United è nata da un’idea mia e di un mio amico, Tommaso Forato, che oggi ha preso un’altra strada. Volevo fare una squadra di calcio amatoriale a otto per divertimento, ma volevo anche trasmettere un modo di vivere».
Questo “modo di vivere” si è tradotto in una presenza massiccia su Instagram e TikTok, dove i reel dedicati alle osterie, ai bar e ai piatti tipici di Treviso registrano numeri da capogiro. Il format è semplice ed efficace: i ragazzi visitano un locale, assaggiano le specialità e le recensiscono con il linguaggio diretto dei ventenni.
«L’idea di promuovere il territorio è nata circa quattro o cinque anni fa usando il format del cibo – spiega il fondatore – Vogliamo raccontare una Treviso bella e che ha voglia di fare. Il nostro target è universale: dai nostri coetanei a chi ha più di 50 anni. Il feedback è positivo, lo vediamo anche dai commenti sui social».
Strategie future
Uno dei punti di forza del progetto è l’assenza di scopi di lucro: «Noi non ci guadagniamo, dal progetto, e questo ci permette di dire quello che vogliamo, non siamo condizionati. Ci sono dei ristoranti che ci hanno contattato, ma scegliamo i posti che ci piacciono effettivamente».
Ma il Treviso United non intende fermarsi ai cicchetti e alle osterie. La strategia di espansione del brand prevede nuovi orizzonti. «Lo sport è un pretesto – ribadisce Jonatas – Sui social l’obiettivo è farci conoscere in tutta Italia oltre a lavorare molto sul territorio con una comunicazione da gen Z. Stiamo lavorando su altri format: uno dedicato alle case di Treviso per far vedere quello che abbiamo attorno e uno dedicato alle cantine. Ci sono molte idee su come promuovere il territorio».
Estetica e radici
Anche l’estetica del club è curata nei minimi dettagli, con un richiamo costante alle radici trevigiane. «Nelle maglie da campo usiamo il leone che rappresenta la città. E le tre stelle nel simbolo? Da un anno a questa parte le abbiamo scelte per rappresentare i tre titoli vinti». E c’è la scelta del nome, che racchiude la filosofia del gruppo: «Perché United? Se pensiamo fuori dagli schemi, united vuol dire tutto, vuol dire insieme, è la chiave per contestualizzare tutto».
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