Case sfitte nel mirino del prefetto "Pronta a requisirle per i profughi"

Avvertimento al vertice alla presenza di 50 sindaci (assenti i leghisti): «Entro maggio servono nuove disponibilità»

TREVISO. «Se non troviamo il posto per i nuovi profughi in arrivo, finiranno presto in mezzo alla strada diventando un problema di sicurezza. La Prefettura ha ormai raschiato il fondo del barile, quanto a ricerca di alloggi. Vi avverto: ora l’acqua è alle ginocchia, tra un po’ sarà alla gola, poi ci servirà la canna per respirare. La mia non è una minaccia, ma se non si troveranno nuovi alloggi per maggio, sarò costretta a requisire gli appartamenti sfitti».

Se non è una minaccia, di certo è un avvertimento a muso duro quello del prefetto Laura Lega, lanciato ieri pomeriggio ai rappresentanti di 50 Comuni su 95 della Marca radunati in Prefettura per far fronte alla mancanza di posti letto per i profughi. Assenti, su diktat del nuovo segretario regionale del Carroccio Gianantonio Da Re, tutti i sindaci leghisti: nessuna disponibilità all’accoglienza. E così il prefetto Lega ha dovuto rampognare la nuora - i sindaci presenti - affinché suocera intenda, ossia i primi cittadini del Carroccio che hanno marcato visita. Mentre fra i 50 Comuni presenti ieri, 35 danno già il loro contributo all’ospitalità nei limiti del possibile.

Ieri molti dei loro amministratori erano in piazza dei Signori per sentirsi annunciare novità, in merito all’accoglienza. E invece sono stati nuovamente invitati a fare ancora di più per collaborare all’accoglienza diffusa, cercando, se non hanno più strutture pubbliche da utilizzare, almeno un dialogo con i proprietari di appartamenti sfitti per convincerli a metterli a disposizione. Che è come svuotare l’oceano con un secchiello. Ma il prefetto Lega ha tirato dritto, sottolineando che la Marca continua ad essere una anomalia a livello nazionale: altrove l’emergenza trova adeguate risposte da parte del territorio, qui no, non abbastanza. Eppure l’emergenza c’è anche da noi, resta e anzi aumenterà. A dismisura. «Cerco soluzioni e le voglio trovare insieme a voi», ha detto il prefetto Lega ai sindaci, «Non voglio seguire la strada della costrizione. E quindi mi auguro di non dover passare alle requisizioni, perché vorrebbe dire per tutti noi alzare bandiera bianca. Sarebbe un fallimento». Però se entro maggio non arriveranno nuove disponibilità di posti letto a fronte delle centinaia di nuovi profughi in arrivo, si passerà giocoforza alle requisizioni, poiché «finché non si stabilizzerà la situazione nella costa del Nord Africa, i profughi continueranno ad arrivare anche qui». Quindi l’invito ai sindaci: «Continuate, vi prego, a cercare contatti con i privati affinché mettano a disposizione appartamenti».

E i sindaci? A parte la presenza di un guastatore come Riccardo Szumki, di Santa Lucia, gli altri hanno tutti ribadito: «Abbiamo fatto il possibile finora, non abbiamo altri spazi pubblici». Roncade: «Non è giusto che pochi Comuni si addossino tutto il problema mentre altri Comuni non fanno nulla». Carbonera: «Non ci sono strutture pubbliche a disposizione». Borso: «Ci sono tante case private chiuse, è vero, ma il prefetto ci dovrebbe spiegare le modalità con cui convincere i privati a darcele per i migranti». Vittorio Veneto: «Ci abbiamo provato, ma non troviamo altri appartamenti». Salgareda: «Abbiamo sette profughi da noi, contattare i privati per altri migranti è un problema». Ponte di Piave: «Anche noi non abbiamo strutture pubbliche, ma lo avevamo già detto di recente». Zenson di Piave: «Siamo al completo».

Casier: «Tra ex caserma Serena e i 19 profughi che ospitiamo, abbiamo dato un segnale forte: se piove si apre l’ombrello. Sennò che facciamo, li buttiamo a mare?». E Vazzola: «Perché non fare un campo profughi?». Mentre il primo cittadino di Fonte, per protesta per gli oltre 200 migranti in arriva a casa sua, è rimasto fuori dalla Prefettura. E si prepara alla fiaccolata di protesta di venerdì prossimo. Silea: «Prefetto irritante, con le sue minacce...».

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