Casa di riposo abusiva Sequestro a gennaio e indagini su altre società

A gennaio scatteranno i sigilli alla “Casa per ferie Claudia Augusta” di Casale sul Sile, oggetto di un’ispezione dei carabinieri dei Nas venerdì mattina che ha portato alla luce numerose irregolarità in merito all’accoglienza di anziani non autosufficienti. La casa di riposo, infatti, non è accreditata per ospitare al suo interno 21 dei 35 ospiti presenti. E sebbene le autorità abbiano scelto la linea morbida, permettendo ai familiari di non trasferire i loro cari con urgenza e in prossimità delle feste, le «serie criticità» rilevate non possono essere dimenticate. Il problema si ripresenterà in tutta la sua forza con l’anno nuovo, quando gli ospiti non autosufficienti dovranno lasciare Casa Augusta e trovare una nuova sistemazione. Non sarà facile: Comuni, assistenti sociali, azienda sanitaria stanno cercando posti letto disponibili in altre strutture dedicate.
cosa non va
Secondo gli inquirenti, inoltre, quella di Casale non sarebbe l’unica struttura nel mirino dei Nas: almeno una decina, nella Marca, le società con profili simili, cioè con ospiti non autosufficienti per i quali non avrebbero le autorizzazioni. Come si arriva a queste situazioni? Nella maggior parte dei casi l’anziano entra come autosufficiente e il quadro clinico peggiora con il tempo. Struttura e famiglia devono pertanto trovare una nuova collocazione (a patto di potersela permettere e trovare posto), capita tuttavia che anche le strutture non autorizzate accolgano, per brevi periodi, anche ospiti che dovrebbero stare altrove. Nel caso della “Claudia Augusta”, però, secondo gli inquirenti si è andati oltre: 21 ospiti da trasferire sono la spia di una irregolarità sostanziale, un servizio medico abusivo - sempre per usare le parole degli investigatori - sul quale non si poteva chiudere un occhio. «Criticità serie, non sanabili al momento, che porteranno al sequestro e avranno conseguenze penali» sempre secondo gli investigatori. In sintesi: «Quella non era una casa di riposo, ma un albergo per persone autosufficienti».
il trasloco
I carabinieri del Nas, in collaborazione con azienda sanitaria Usl 2 e Comune, avevano già valutato la possibilità di trasferire gli ospiti venerdì, ma da punto di vista operativo si sarebbe trattato di un azzardo. Le forze dell’ordine hanno quindi scattato “un’istantanea” delle condizioni della struttura, poi hanno scelto l’arma del buon senso e hanno spiegato alle famiglie cosa stava succedendo. Perché, va sottolineato, le famiglie erano soddisfatte di come fossero trattati i loro cari, e mai si sarebbero attese un’emergenza del genere. Il problema si ripresenterà con l’anno nuovo. In queste settimane sarà valutata ogni singola posizione relativa agli ospiti, assieme agli assistenti sociali del Comune e all’Usl 2. Insomma, nessuno sarà lasciato per strada, ma la “casa di riposo”, con le sue irregolarità, dovrà essere chiusa finché il titolare, Giuliano Nalesso, non l’adeguerà alle normative vigenti. La “calma apparente” vissuta ieri all’interno della struttura non deve quindi trarre in inganno.
e le altre?
Tra i parenti che venerdì pomeriggio si sono radunati nella hall della struttura è circolata anche la domanda: «Perché proprio a noi?». Perché, spiegano gli investigatori, il caso della Claudia Augusta stava diventando «macroscopico», il limbo in cui operava la società era noto (si presume anche agli stessi familiari), tanto che era già in agenda un incontro con l’amministrazione comunale di Casale. Esistono, però, altre strutture borderline su cui si sono già accesi i fari del Nas. Come avvenuto in questo caso, ogni decisione sarà presa nel rispetto della dignità degli ospiti e dei loro familiari, anche se questo implicherà lunghe trattative e mediazioni per far convivere le esigenze delle famiglie e le norme per le strutture di accoglienza. —
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