Chiude la Cappelleria Bellina dopo oltre novant’anni in centro a Treviso

A fine anno giù la serranda della storica attività di via Martiri della Libertà. E’ stata per quasi un secolo il tempio di copricapi, dai Borsalino di Bogart ai modelli stile Hepbun. Clienti spiazzati

Federico De Wolanski
La Cappelleria Bellina in via Martiri della Libertà a Treviso
La Cappelleria Bellina in via Martiri della Libertà a Treviso

Giù il cappello. Ed è proprio il caso di dirlo. La città perde una delle sue ultime botteghe storiche, la Cappelleria Bellina in via Martiri della Libertà, a cui vanno gli onori di un’attività durata novant’anni e testimone di uno stile di fare moda unico, raffinato, personalizzato. L’annuncio è stato dato sabato sera, in vetrina, un piccolo cartello che annunciava un periodo di saldi per cessata attività. Niente scritte roboanti, niente manifesti. Sobrietà.

Ma quello che sembrava essere un listino prezzi in realtà dichiarava il prossimo addio di un pezzo di commercio cittadino. Bellina abbasserà la serranda a fine anno, definitivamente. Riservate la ragioni della scelta arrivata a sei anni dalla scomparsa della storica titolare, Rosita Zanon. Sembra si tratti semplicemente della fine di un’era. «Un fulmine a ciel sereno», è l’unico amaro commento che si sussurra in negozio, tra gli arredi di primo Novecento rimasti praticamente quasi gli stessi dalle origini.

Il punto di riferimento

Bellina non era soltanto un punto di riferimento unico e rarissimo per gli amanti dei copricapo, uomini o donne che fossero: era un tuffo in un passato di eleganza del vestire di cui i cappelli erano elemento imprescindibile, fossero a tesa larga o corta, duri o morbidi, di lana, panno, cotone.

Dalle coppole alle bombette, dal cappello per il golf a quello per le cerimonie, Bellina aveva sempre ciò che serviva, complice la professionalità di chi per anni aveva lavorato con le teste delle persone, e una rete di fornitori ampia quanto ricercata. Dove altro trovare gli iconici Borsalino, cappelli di culto primo Novecento indossato da Humphrey Bogart e Marcello Mastroianni attraversando tutto il secolo scorso e a tutt’oggi simbolo indiscusso di eleganza?

E così le coppole, da quelle più italiane ai modelli americani Stetson o i “newsboy” di lana grossa, o i copricapo da donna, con veletta o senza, baschi alla francese, cappelli a cloche, tese larghe di paglia per l’estate o lavorazioni di tessuto stile Audrey Hepburn. E poi berretti di lana da inverno, dai marinai ai bimbi.

Vetrina e bottega

Bellina è sempre stato sinonimo di qualità, ma non di esclusività, nei prezzi o nelle offerte. La vetrina davanti alla quale tantissimi trevigiani e turisti si sono fermati era solo l’anticamera di una bottega di armadietti e vetrinette che alle sue spalle aveva il vero cuore dell’attività: quel magazzino dove i cappelli si impilavano uni sugli altri in base a misure e modelli, venivano messi in forma, sistemati, curati come solo un’arte di bottega sa fare.

Per tutti questi valori, quel piccolo cartello di chiusura posizionato tra i copricapo in vetrina non è passato inosservato ma anzi, ha dato il via a un continuo via vai di persone, «un muro del pianto», ammette una delle due storiche commesse del negozio, volti dall’esperienza ventennale in via Martiri che erano diventate esse stesse immagine della Cappelleria Bellina, capaci di trovare sempre la proposta giusta per ogni capo. «Mica facile sa? Mettere la cosa giusta in testa alla gente...», sorride pronunciando una frase che va ben oltre il mestiere.

 

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