Camolei e maggioranza è ormai guerra di nervi

Sull’Urbanistica divergenze, tensioni e delibere fermate in extremis Ultimo atto: il Piano di rischio dell’aeroporto passa con un inconsueto allegato

«Urbanistica, abbiamo un problema». La battuta è di un consigliere di maggioranza, dopo che il consiglio ha approvare l’odg di maggioranza da allegare al piano di rischio del «Canova»: di fatto «accoglie con favore future osservazioni e integrazioni al piano». La Lega parla di «monstrum giuridico», e il capogruppo Zampese tuona: «Atto illegittimo nel merito, maggioranza scarsa e impreparata». Fin qui l’ufficialità. Il piano di rischio è quello inizialmente bocciato da Enac, ma poi -incredibile - riammesso e scelto da Roma, pur essendo meno vincolante rispetto alla versione più rigorosa avanzata dall’amministrazione come «piano a».

Ma il consigliere registra la «divergenza continua» fra assessore Camolei e maggioranza, in primis con il ticket Giovanni Negro(Impegno Civile, presidente di commissione)- GianMario Bozzo (per Treviso).

Primo atto. In commissione, sul caso Marazzato, Negro e Bozzo invocano «delibere meno frettolose». Una presa di distanza che suona come uno smarcamento politico e amministrativo. E molti consiglieri avrebbero sottolineato come con altri atti il centro commerciale sarebbe stato bloccato.

Antefatto. In giunta, Camolei si era visto stoppare una delibera tesa a modificare il regolamento Peep per dare il disco verde a una coop su un’area non edificata. Manildo e colleghi erano stati fermissimi.

Secondo atto. Lunedì in consiglio, il blitz della maggioranza che «sfornava» l’inatteso allegato al piano. Nervosismo palpabile. E aleggia sempre il Pat, atteso da un anno e mezzo. «O Manildo media davvero, o saranno problemi serissimi», profetizza il consigliere.

Terzo atto. Riunione di maggioranza sull’ex Provincia. Camolei illustra il progetto di Numeria, molti mugugni e richiesta di parere legale suppletivo. Con l’assessore ci sono solo Zuliani, Nieri, Vitale.

Quarto atto. Ieri, commissione: Negro e Bozzo non ritengono sufficienti le garanzie per una delibera sul subentro di una coop. E chiamano Camolei, che però è impegnato in riunione e non arriva. Delibera congelata in attesa di supporti legali.E lo stesso Zampese punta il dito sulla coalizione: «In un anno e mezzo non hanno saputo far nulla, o meglio hanno varato il nostro piano che contestavano, con l’aggiunta di una mostruosità», dichiara, «la verità è che piegano gli interessi dei cittadini ai loro giochi di partito, per tenere in piedi una colazione che la pensa in modo contrapposto su tutto: come possono resistere?».

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