Calcio addio? Al Tenni parcheggio con parco

Il sindaco Manildo: «Piuttosto che lasciarlo vuoto ricaveremo dei posti auto» Ca’ Sugana vuole costruire due nuove aree sosta vicine alle mura cittadine
TREVISO 16/12/2003 ALBERI STADIO, IN FOTO VIA FOSCOLO alberi stadio
TREVISO 16/12/2003 ALBERI STADIO, IN FOTO VIA FOSCOLO alberi stadio

«Se non arriveranno proposte economiche concrete per salvare il Treviso Calcio, se la squadra morirà, lo stadio Tenni potrebbe diventare un parcheggio con sopra un parco pubblico. Stiamo infatti cercando, fuori mura, due luoghi idonei per costruire due nuovi parcheggi per i pendolari. Uno di questi potrebbe quindi essere il Tenni: posti auto a piano terra e sopra un parco pubblico. Ma una simile opera avrà bisogno del contributo dei privati, sarà un project financing».

Il sindaco Giovanni Manildo ieri in conferenza stampa ha fatto capire che, non avendo ricevuto ad oggi alcuna proposta per la squadra di calcio cittadina, ed essendoci tempo solo fino a lunedì, per il Treviso Calcio stanno per suonare le campane a morto. E quindi si profila il grosso problema dell’utilizzo dello stadio comunale Omobono Tenni, costruito nel 1933, epoca fascista, a poche decine di metri dalle mura, collocazione oggi assurda per una simile struttura sportiva, considerato anche il successivo sviluppo residenziale all’ex Foro Boario: la gente che vive nei condomìni della zona, che per decenni ha dovuto subire i disagi legati alle partite, ora non vuole trovarsi questo enorme buco nero sotto casa nel degrado. E infatti la nuova giunta comunale vuole prendere provvedimenti: un paio di settimane fa l’assessore allo Sport Ofelio Michielan ha lanciato una prima ipotesi di “riutilizzo”: «Siamo pronti a cambiare i lucchetti al Tenni, per poi organizzarci concerti e altri eventi culturali». E prima ancora di Michielan, con il Treviso Calcio già in stato comatoso e il fioccare di debiti nei confronti del Comune per mancati pagamenti dell’affitto del Tenni, l’ex vicesindaco Gentilini scandiva: «Se non ci sarà più il calcio, ci pianterò le pannocchie». Ma oggi a governare Ca’ Sugana è appunto il centrosinistra, che è subito partito a spron battuto con la pedonalizzazione del centro storico a suon di zone a traffico limitato (Ztl) ogni sabato e domenica, dalle ore 15 alle 19,30. In contemporanea però sta lavorando anche sul fronte dei parcheggi: chiudere al traffico il centro significa infatti dover mettere a disposizione degli utenti un sistema di parcheggi fuori mura più efficiente: il Miani di via Monterumici è troppo distante e il Dal Negro non basta, e infatti il parcheggio gratuito dell’ex Foro Boario scoppia. Anche per questo Ca’ Sugana metterà mano all’altro parcheggione gratuito fuori mura, l’ex Pattinodromo, per destinarlo in particolare a lavoratori pendolari - che avranno un apposito abbonamento gratuito o quasi - forse introducendo anche la sosta a disco orario. «Ma non basta», ha detto ieri Manildo, «Stiamo lavorando per realizzare altri due parcheggi fuori mura, mentre non ci interessa più portare avanti il progetto del park interrato di piazza Vittoria», e infatti l’amministrazione cercherà un accordo con la Parcheggi Italia per archiviare la grande opera. Ecco quindi che cade a fagiolo l’area del Tenni: se il calcio di un certo livello non vi troverà più posto, lo “scatolone” diventa inutile, e quindi diventerebbe un prolungamento delparcheggio dell’ex Foro Boario ospitando, in piano campagna, posti auto che verranno poi coperti da un “tetto” con sopra un parco, progetto che vagheggiava anche l’ex assessore del Pdl Beppe Mauro.

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