Ca’ Sugana, 1.598 candidati al posto fisso. «A Treviso un sogno che ci può cambiare la vita»

Una valanga di ragazzi da tutta Italia al Mazzotti in lizza per 16 assunzioni. Tra laureati e diplomati, non sono mancate le contestazioni
zago agenzia foto film treviso concorso pubblico per impiegato comune di treviso i
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TREVISO. Il “posto fisso” scimmiottato da Checco Zalone gode sempre di grande appeal. Ed Elisabetta Follari, che ha preso un volo da Palermo per tentare il colpo della vita, lo cita pure: «Quel film ha ispirato tutti». La giovane siciliana sorride e si racconta volentieri, la incrociamo nel cortile dell’istituto Mazzotti. Da poco hanno lasciato l’aula gli studenti, ora tocca a chi vuole costruirsi un futuro. Elisabetta fissa l’orologio, in attesa di affrontare il fatidico quiz, prima prova del concorsone bandito da Ca’ Sugana: in palio 16 posti da dipendente comunale, categoria “C1”. Con lei si erano iscritti altri 1.598 candidati, ma l’alto numero di pretendenti ha indotto parecchi a desistere: nella palestra della scuola, in un pomeriggio che può modificare carriera e prospettive, trovano posto in 800.

La prova

E, di lì a breve, prima d’iniziare il test, non mancheranno le classiche contestazioni: due candidate polemizzeranno con il commissario per l’assenza delle due buste e, di conseguenza, dell’anonimato in calce al foglio (si dovevano indicare nome e cognome). Piccole scintille per un concorso che prevede il diploma come requisito minimo, anche se la laurea alza il punteggio. Così, per tentare una nuova strada o sfuggire al precariato, i possessori di titoli accademici non si contano: c’è chi ha studiato Economia, chi Beni Culturali. D’altronde, l’occasione è ghiotta: i 16 vincitori, nel giro di otto mesi, vedranno spalancarsi le porte del Comune di Treviso.

Organici all’osso

C’entra “Quota 100”, ma non solo: parte dei fortunati colmerà automaticamente i vuoti d’organico legati ai pensionamenti, mentre altre caselle coincidono con gli spostamenti interni agli Enti. Così i minuti che preludono alla prova preselettiva, vanno sfruttati al massimo per ripassare appunti e colmare dubbi. In tanti avvertono la tensione, qualcuno cerca il conforto dell’amico. Pochi, in generale, vogliono parlare. Ma le storie di precariato non mancano. Di chi fa il commesso, in attesa di un lavoro appagante. Di chi prende l’aereo e fa il giro dello Stivale, nella speranza di svoltare. Si riconoscono accenti del Sud.

Le storie

Vedi la già citata Elisabetta, 27 anni, laurea in Scienze della Comunicazione. Ha già tentato concorsi a Viareggio e Rimini. «Ho provato per vari settori, anche per vigile», racconta, «Il posto fisso dà sempre sicurezza e, per di più, ho bisogno di un sostegno economico per proseguire negli studi. C’è sempre tempo per realizzare i sogni e io vorrei diventare manager enogastronomico. Sì, forse le idee non sono tante chiare e il concorso c’entra poco. Ma Checco Zalone ha lasciato il segno». E una trasferta a Treviso significa anche mini-vacanza: «Sono arrivata lunedì, ne ho approfittato per un giro a Venezia». Alberto Gola, 31enne di Treviso, vanta una laurea triennale in Economia e Commercio. Pure lui non è al primo concorso. «Ho fatto altri tentativi altrove, serve una preparazione giuridico-economica sostanziosa», precisa. Al momento, è senza lavoro: «Sto seguendo un corso di formazione. Fino all’estate, facevo il commesso». Del capoluogo è anche Angela Sbarra, 25 anni, laurea in Storia dell’Arte a Ca’ Foscari. «È un’esperienza, non ho mai partecipato a una selezione pubblica», rimarca, «Il sogno è lavorare in un museo, questo test non è proprio quello che vorrei, ma la stabilità è un concetto che non va mai fuori moda. Un futuro certo cambia la vita». L’amica Micaela Barbato, 24enne di Paese, è ancora impegnata negli studi: dopo la laurea triennale in Progettazione e Gestione del turismo culturale, è prossima al conseguimento della magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali. «Non è il lavoro della vita, ma in Italia fai i conti con troppe difficoltà e un’occasione così va colta al volo», ammette, «Se ho pensato di scappare all’estero? No, qui sto bene. In futuro, si vedrà». Prima c’è, quantomeno, un concorsone da portare a termine: gli esiti del quiz fra una settimana, poi in gennaio i migliori 60 sosterranno scritto e orale.

Ca’ Sugana

«Era una ventina d’anni che Treviso non ospitava un concorso di queste dimensioni», riflette Alessandro Manera, assessore al Personale, «Interessa il 4% dell’ente, gli ingressi andranno di pari passo con le finestre di pensionamento». Presto ne verrà bandito uno per vigile (quattro posti), un altro per dirigente: in ballo il direttore dei musei civici. Per sostituire il funzionario Flavio Elia, in quiescenza dalla prossima primavera, si ricorrerà alla mobilità fra enti. —


 

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