Bulli, i carabinieri chiamano le famiglie

Il comandante Enrico Zampolli: «Chiederemo ai genitori di collaborare per fermare le scorribande delle baby gang»



I carabinieri di Castelfranco stringono il cerchio attorno alla baby gang che sta disseminando il terrore tra i residenti e i commercianti di piazzetta Filzi e l’autostazione degli autobus. Il comandante Enrico Zampolli rivolge un appello alla città: «Chiamateci non appena avete il sospetto di una situazione di reato. Ormai sono stati fermati quasi tutti i ragazzi».

Un gran lavoro quello degli uomini dell’Arma che anche ieri pomeriggio hanno fermato alcuni ragazzi della baby gang che nei giorni scorsi ha mandato in ospedale, con dieci giorni di prognosi, Toni Rigato di 83 anni. «I controlli continuano, ci facciamo vedere, presidiamo l’area, fermiamo questi ragazzi e parliamo con loro e cerchiamo di instaurare un dialogo», spiega il comandante della compagna di Castelfranco, «abbiamo preso contatti diretti con tutti i commercianti del quartiere; coordinarsi con la cittadinanza e le altre forze di sicurezza in città è l’unico modo per fermare il fenomeno».

In città, non era mai successo niente di simile. Nell’ultimo mese, un’escalation di violenza alimentata da alcune bande di ragazzi ha stravolto la vita dei residenti in zona palazzetto dello sport. «Stiamo stringendo il cerchio», continua Zampolli, «ci stiamo avvicinando sempre di più ai ragazzi, e non appena avremo il polso delle dinamiche interne, chiederemo alle loro famiglie di contribuire e di fare la loro parte». Chi sono i ragazzi di questa baby gang? «Intanto, si devono distinguere due episodi: la maxi rissa tra i ragazzi di Montebelluna e di Castelfranco risalente agli inizi di dicembre e la gang di piazzetta Filzi. I due episodi non sono collegati: nel primo caso i ragazzi si sono azzuffati per inutili motivi e per fatti che nemmeno erano accaduti a Castelfranco, il gruppo di piazzetta Filzi invece è composto da ragazzi soprattutto minorenni e residenti fuori città». Il coordinamento tra carabinieri, polizia municipale, residenti, commercianti e amministrazione sembra la leva che permetterà di porre fine al fenomeno. Il comandante Zampolli rivolge un appello alla cittadinanza: «Chiamateci al primo accenno di situazione scomoda. Collaboriamo, avvisateci immediatamente. Se vedete situazioni di disagio, di rischio, siamo ben lieti di intervenire subito».

Infine, per quanto riguarda l’aggressione a Rigato, il comandante fa sapere che le dinamiche sono in fase d’accertamento e che probabilmente si andrà verso una risoluzione in sede penale. —





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