Buco nei condomìni, si schianta in moto e muore dissanguato

TREVISO. È morto martedì pomeriggio in un incidente stradale in una località del nord del Congo Roberto Artuso, 57 anni, l’ex amministratore di condominio condannato in primo grado dal tribunale di Treviso, un paio d’anni fa, assieme alla moglie Cristina Caodaglio, come responsabili della “Restera Amministrazioni”, per una serie di ammanchi di cassa dei condomini da loro amministrati: poco più di mezzo milione di euro di buco nella gestione di una quindicina di condomini a Treviso e dintorni.
Prima della condanna a due anni e 8 mesi, inflittagli nel febbraio del 2017, Artuso se n’era andato in Africa per ricostruirsi una nuova vita e lasciarsi alle spalle la vicenda che aveva legato il suo nome alle cronache giudiziarie trevigiane.
L’incidente stradale è avvenuto nel pomeriggio di martedì a Betou, una città sulla riva destra del fiume Ubangi nel dipartimento di Likouala in Congo, non lontano dai confini con la Repubblica Centrafricana. Ancora incerta la dinamica dell’incidente.
ra le tante versioni che si sono rincorse, ve ne sono due che sembrano più credibili e ricorrono con più frequenza. La prima è che Artuso sia rimasto vittima di un incidente mentre viaggiava in sella ad un motorino: il geometra trevigiano si sarebbe schiantato da solo contro una ruspa. La seconda versione è che invece si sia procurato le ferite che gli sono costate la vita nel ribaltamento di un camion.
Artuso non sarebbe morto sul colpo ma durante il trasporto in ambulanza nel più vicino ospedale che dista, però, molti chilometri dal luogo dell’incidente stradale.
La notizia della sua morte è stata comunicata ai familiari di Artuso, nella serata di martedì, dall’ufficio consolare dell’ambasciata d’Italia a Brazzaville in Congo. «Possiamo soltanto confermare la notizia del decesso e che Artuso lavorava a Betou per una società, la “Likouala Timber”, che esporta legname».
Si tratta di una società gestita da un altro trevigiano, Giancarlo Fuser, un imprenditore del legno originario dia Lancenigo di Villorba. «Sono anch’io in attesa di novità», spiega la moglie di Fuser. «Ho appreso la notizia stamattina. Mi è stato detto che è morto in motorino e che deve aver fatto tutto da solo. Ma non so altro. Sto cercando di mettermi in contatto con mio marito che è sul posto ma si trova in una foresta ed i mezzi di comunicazione in quel luogo non sono dei migliori. Siamo tutti angosciati: una notizia che non ci voleva proprio».
Anche il fratello Gianni è sotto choc dopo aver appreso la notizia: «Ora dovrò riferirla alla mamma, che è già stata colpita da un lutto per la morte di un altro fratello, Valerio, l’artigliere degli alpini morto durante il terremoto del 1976 a Gemona». Per il rientro della salma di Artuso ci vorranno ancora diversi giorni, fanno sapere dall’ambasciata. Artuso lascia moglie e figli. —
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