Bomba esplosa al Pam a Treviso: «Poteva uccidere». L’autore è stato ripreso dalle telecamere

Era sotto il porticato al momento dell’esplosione. Schegge fino in Camera di Commercio. Conte: «Voglio l’esercito» 
AGOSTINI . AG.FOTOFILM . TREVISO BOMBA CARTA SUPERMERCATO PAM IN P. BORSA
AGOSTINI . AG.FOTOFILM . TREVISO BOMBA CARTA SUPERMERCATO PAM IN P. BORSA

TREVISO. Un uomo sembrerebbe sia stato immortalato dalle telecamere di video sorveglianza della Pam di via Zorzetto alle 21.15 di domenica sera, ed è sugli occhi elettronici puntati tra piazza Borsa e il supermercato che si stanno concentrando le indagini della Squadra mobile di Treviso per far luce sull’esplosione che ha scosso il centro facendo tremare persino i muri della camera di commercio.

Il primo dato di fatto emerso dalle indagini in corso, è che non si tratta di una bomba carta. Che non avrebbe avuto una potenza di deflagrazione tale da lasciare segni a terra, sulle vetrate anti sfondamento, sui muri del palazzo di piazza Borsa dove sono stati lasciati segni da pallini di ferro che avrebbero potuto ferire qualcuno, e per terra.

Siamo di fronte a una bomba. Gli artificieri stanno analizzando il materiale recuperato e i frammenti per capirne la provenienza e soprattutto individuare chi possa aver a disposizione un ordigno da far scoppiare. «Non si esclude nessuna pista» fa sapere il capo della Squadra mobile, Claudio di Paola «ci sono diverse chiavi di lettura, lavoriamo a 360 gradi». .

Le telecamere di videosorveglianza della Pam, e dei vigili, però, sembra abbiano immortalato un soggetto che a quell’ora si trovava nel punto dell’esplosione, persino a volto scoperto. Le immagini potrebbero inchiodare il “bombarolo” che ha fatto tremare il centro domenica.

Nel frattempo ieri mattina è stato immediatamente convocato un vertice in prefettura del comitato sicurezza, per fare il punto della situazione. È emerso che ad agire non sono stati certo i soggetti che stazionano nei pressi della Pam a bere dopo aver acquistato qualche bottiglia di troppo, né gli sbandati di turno.

«Le indagini sono in corso» fa sapere il sindaco, Mario Conte «si stanno analizzando i filmati di videosorveglianza: non è un petardo e non è da paragonare agli episodi di vandalismo e maleducazione di questi giorni. Ad agire è stata una persona pericolosa, che si è macchiata di un fatto grave, sicuramente non raccomandabile. Minaccia? Vendetta? Non sappiamo».

«Come ogni anno abbiamo chiesto il supporto dell’Esercito per le zone calde della città, ma è un intervento slegato dall’episodio di questa mattina, poteva succedere ovunque in qualsiasi posto. I lagunari erano stati messi ad disposizione dell’amministrazione per la gestione dell’immigrazione, li destineremo ad altro scopo». —


 

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