Boato e la ruspa va in fiamme incendio nel vigneto contestato

Miane. Un boato, le fiamme, la piccola ruspa distrutta dal rogo. C’è il forte sospetto del dolo nell’incendio che ieri sera ha distrutto una macchina per il movimento terra nei pressi del contestatissimo vigneto a Premaor di Miane. In un’abitazione al grezzo confinante con il terreno, adibita a ricovero attrezzi, ieri sera poco dopo le 20 è scoppiato un incendio che ha distutto il macchinario. A dare l’allarme sono stati i vicini, che hanno raccontato di aver sentito un’esplosione e poi di aver visto le fiamme. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri, che al momento non si esprimono sull’ipotesi di dolo.

Sul posto anche il sindaco di Miane, Denny Buso. È notizia recentissima, un paio di giorni fa, la decisione del Tar del Veneto di non disporre la sospensiva dei lavori sul vigneto di via Rive a Preamaor di Miane: mancano i presupposti. Le frane verificatesi il mese scorso non sono di grave entità e non hanno creato danni irrecuperabili tale da richiedere la misura cautelare né da destare preoccupazioni per le abitazioni dei ricorrenti. Dopo due giorni consecutivi di valutazioni, si è pronunciato ieri il giudice per il primo capitolo di quella che si preannuncia essere una lunga battaglia legale con al centro il contestato vigneto di via Rive.

Un vigneto contestato da tempo: «Impugneremo il nulla osta dato dalla Forestale, l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza della Regione Veneto, chiedendone l’annullamento assieme alla revoca della concessione urbanistica emessa dal Comune di Miane», ha detto Primo Michielan, l’avvocato che rappresenta le famiglie di Premaor che abitano a pochi metri dal discusso vigneto. Il rogo improvviso di ieri sera rischia di creare ulteriore tensione. –

Riccardo Mazzero

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso