Bar rumoroso chiude: il giudice lo grazia
PAESE. Ha ricevuto multe per più di 4 mila euro a causa dei rumori prodotti dal suo bar, ma il giudice di pace ha stabilito che non dovrà pagarla. Nel frattempo però il locale ha chiuso i battenti, «a causa degli attacchi gratuiti e ingiustificati che abbiamo subito» puntualizza la titolare. La battaglia legale però non si è ancora conclusa, perché il Comune di Paese quei soldi li vuole, e ha presentato appello contro la decisione del giudice di pace. Al centro della disputa il bar Soul Reply di Castagnole, aperto fino all’anno scorso. La titolare era Serenella Oro, della famiglia proprietaria della trattoria che si affaccia sulla Feltrina. Nel locale di via D’Alessi una volta alla settimana si esibivano una band o un dj. Alcuni residenti si lamentarono della rumorosità del locale, e anche Valerio Mardegan, al tempo sindaco, intervenne per limitare l’attività del bar. Venne organizzata una petizione, e addirittura il parroco don Gino Busato dal pulpito lanciò delle critiche al locale che si trovava a pochi passi dalla chiesa. Cominciarono i controlli dei carabinieri, sempre più frequenti. E arrivarono anche le prime sanzioni, tutte perché si sforavano i decibel consentiti. “Ma avevamo anche il misuratore, ed eravamo sempre in regola”, prosegue Serenella Oro. Il risultato fu che dopo alcuni mesi di attività il bar totalizzo ben 4.347 euro di sanzioni da pagare. La titolare ha dunque deciso di opporsi presentando un ricorso al giudice di pace. Pochi giorni fa la sentenza che stabilisce che le multe non dovranno essere pagate. (f.cip.)
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