I “Balordi” conquistano Treviso: 1.500 giovani al Nomad Hostel tra divertimento e solidarietà

Sono un gruppo di giovani che oggi rappresentano una delle più gettonate crew di organizzazione eventi della città: feste e manifestazioni pensate per i ragazzi ma allargate anche alle famiglie, che uniscono sport, intrattenimento, musica ed hanno trasformato la movida in occasione per l’impegno sociale

Federico De Wolanski
La serata dei Balordi al Nomad Hostel
La serata dei Balordi al Nomad Hostel

Si fanno chiamare “Balordi”, ma non hanno nulla a che vedere con le baby gang, con i ragazzi difficili, con l’assenza di prospettive.

Sono un gruppo di giovani che oggi rappresentano una delle più gettonate crew di organizzazione eventi della città: feste e manifestazioni pensate per i ragazzi ma allargate anche alle famiglie, che uniscono sport, intrattenimento, musica ed hanno trasformato la movida in occasione per l’impegno sociale.

La storia

L’idea è partita da Mattia Carrer e Thomas de Piccoli, di 26 e 24 anni. Nella vita gestori di serate e promozione per locali, hanno lavorato a lungo per lanciare iniziative diverse, mettendo a terra la loro capacità creativa anche nella promozione social delle serate. Il loro seguito si è fatto via via più ampio fino a quando non hanno deciso di compiere il salto.

L’occasione l’ha data l’ampio parco aperto del Nomad Hostel, l’ostello sulla Noalese che in passato ha accolto altre feste e iniziative serali, ma la scintilla è stata l’incontro con Andrea Rizzo, presidente di “Per mio figlio”, onlus che da anni collabora con la Pediatria di Treviso e contribuisce con il volontariato e le raccolte fondi a macchinari ed altre iniziative per la cura dei bambini.

Tre giorni fa, questo incrocio di strade ha dato ufficialmente il via ad una esperienza che si configura ufficialmente come associazione, di fatto è una impresa al 100% giovane che punta a far divertire, aiutando.

 

Il pienone al Nomad

L’esempio lo hanno dato le circa 1500 persone che hanno partecipato alla festa di giovedì scorso al Nomad Hostel, evento in tutto e per tutto firmato “Balordi” che ha visto un vero tutto esaurito di ventenni.

«Quello il target» ammettono i due fondatori a cui si affianca un gruppo di circa trenta altri ragazzi volontari che partecipano alla buona riuscita degli eventi. «Si dice sempre che i ragazzi non hanno voglia di far nulla? Beh, non è proprio sempre così» sorridono, «abbiamo voluto proporre una alternativa ai locali dove bevi e basta, alle serata di sola discoteca o sola musica, e al Nomad abbiamo lanciato un format che unisce giochi, sport, musica, divertimento ed ovviamente anche birre, cibo, aperitivi».

Il risultato è quello che è già stato soprannominato il “giovedì del Nomad”: si inizia alle 18. 30 con volley sul prato, calcio, calcetto balilla, attività a cui si uniscono trucchi, giochi anche per bambini e che portano il pubblico dritto all’opera dell’aperitivo, della cena e della musica fino a mezzanotte. Ma la novità sta soprattutto nell’impegno sociale.

Le donazioni

Durante la serata di giovedì, tra i 1500 ragazzi che ballavano e si divertivano, circolava una cassetta sigillata in vetro. «Abbiamo deciso di sensibilizzare il pubblico sull’attività di “Per mio figlio” e così facciamo» spiegano Mattia e Thomas, «diciamo ai ragazzi: qui non paghi noi, ma contribuisci a fare il bene dei bambini, e raccogliamo offerte».

Curiosità: «Non abbiamo le chiavi della cassetta, ce ne sono solo due copie: una la ha il sindaco, l’altra il presidente di “Per mio Figlio”.

Abbiamo scelto di non voler toccare un euro». Faranno così in tutte le serate, che nei prossimi appuntamenti prevedono programmi musicali sempre diversi. I Balordi puntano ad essere un riferimento dell’estate trevigiana. Obiettivo che, a giudicare dal pienone, hanno centrato.

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